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giovedì 15 agosto 2013

Ti chiedo un favore grande...

A te che stai leggendo, ti chiedo un grosso favore:
una preghierina per la mia gemellina Alice. Ed una, più piccola, per me.
Oggi, stamattina alle ore 8.30, di 7 anni fa mi lasciava la mia gemellina stupenda: lei andava a incontrare il Padre di tutti noi; io rimanevo sulla Terra a cercare i modi per raggiungerla...
La storia non te la racconto (già troppe volte ti ho annoiato con questo) ma ti ringrazio del favore che mi hai fatto condividendo con te questo "scritto" di Alice, proprio oggi che festeggiamo la Madonna che sale al Cielo.
(l'ho definito "scritto" perché non so se devo definirlo pensiero, o preghiera, o canzone o approfondimento o... non lo so: forse una "illuminazione", visto ciò che le è successo da lì a poco).

MADRE, IO VORREI...
Io vorrei tanto parlare con Te di quel Figlio che amavi:
io vorrei tanto ascoltare da Te quello che pensavi
quando hai udito che non saresti più stata tua e questo Figlio che aspettavi non era per Te...
Io vorrei tanto sapere da Te se, quand'era bambino, Tu gli hai spiegato cosa sarebbe successo di Lui.
E quante volte anche Tu di nascosto piangevi, Madre,
quando hai capito che presto l'avrebbero ucciso per noi.
Io ti ringrazio per questo silenzio che resta tra noi.
Io benedico il coraggio di vivere sola con Lui.
Ora capisco che, fin da quei giorni, pensavi a noi,
per ogni figlio dell'uomo che muore, ti prego così...

giovedì 17 novembre 2011

Una preghiera tristissima

Riprendo un vecchio "post" per dare un altro contributo in merito.



Mia sorella Alice doveva essere stanca dentro, quello che io chiamo "a pezzi", per scrivere:

Sempre più spesso mi accade di non sopportarmi più.
Come posso chiedere agli altri di starmi vicino se anche io vorrei fuggire lontana da me?
Gesù non mi abbandonare anche Tu: perdonami e aiutami a seguire le Tue orme, ovunque esse vadano.
Io ti amo!



Ecco, la cosa che balza più agli occhi di chi la conosceva bene (nelle cose da lei scritte, ma soprattutto in come parlava), lei non usava mai il pronome "io": era come se lei venisse sempre dopo, o non ci fosse proprio; invece, in questa che potremo davvero definire preghiera (comunicazione con il Creatore) notiamo la frase "io ti amo", come se volesse imporre la propria persona, "io", non un altro "ti ama".
Come se volesse dire: "Dio, ehi Dio, qui ci sono io, sono io che Ti invoco, che ho bisogno di Te, che Ti amo"
E poi una frase che, a rileggerla meglio, mi terrorizza: "aiutami a seguire le Tue orme, ovunque esse vadano": la mia gemella sapeva dove andavano quelle orme? O dove sarebbe andata lei per seguirle?
Lo sapeva ma non aveva paura oppure aveva paura ed è per questo che chiedeva aiuto a Dio, proprio a Lui, per farsi aiutare a seguirLo?
Se fosse stata ancora viva glielo avrei chiesto di sicuro.
Mi manca una sua risposta in questo. Mi manca lei, ma intanto ho la certezza che è lei, mia sorella Alice, che non mi vuole con lei, almeno ora: vuole starsene "finalmente" in pace senza di me!

Mentre io, per esempio, sono sempre in mezzo, peggio del prezzemolo (anche se tento -azz, credetemi- ci tento davvero)  a diventare migliore seguendo il suo esempio.
O cercando di cogliere le cose che trovo "carine" di come scrivono gli altri: voi, per esempio, o Giada, o... altri amici, meglio se diplomati al classico (però, ammettetelo anche voi, se la tirano un po', non trovate?)

sabato 23 ottobre 2010

Preghiamo con Alice

Sto andando a nanna solo ora, sono stravolta dalla stanchezza, ma avevo piacere di ricopiarvi questa lunga e toccante preghiera di mia sorella.
Anche se lei diceva sempre che pregare significa "stare con Dio", parlare con Lui, non solo recitare le preghiere scritte da altri e magari a volte recitarle con noia, senza capire ciò che diciamo, ecco secondo me queste sono vere e proprie preghiere.

Sulla mia testa non ho un cappellino ma ho la Tua mano, o Signore. Non mi pesa la Tua mano.
 Per i militari annoiati a morte e imbottiti di nostalgia, che vagano per le strade in cerca di avventure Ti prego, o Signore, non lasciarli soli.

Per il cono di cioccolato con panna che lecca, con grande attenzione, la bimba seduta di fronte a me Ti prego, o Signore, non lasciarlo sciogliere troppo in fretta.

Per i fantasmi, cioè per chi, pur vivendo, sono morti Ti prego, o Signore, non lasciarli svanire del tutto.

Per i miei amici che si stanno uccidendo con ogni tipo di droga e stanno per passare da Te, Ti prego o Signore compi quel passo insieme a loro.

Per i ragazzi in carcere che hanno rincorso sogni troppo grandi Ti prego, o Signore, fa' che non smettano di sperare.

Per il sacerdote che era inginocchaito in chiesa, così fredda e tristemente deserta, e che leggeva il breviario Ti prego, Signore, accendi per lui un bel fuoco e fa' che la gente allegra gli sieda intorno.

Per me che sono sospesa sull'orlo dell'abisso ed ho tanta paura Ti prego, o Signore, dammi la mano e restami accanto, fino all'incontro con Te.

Per la pace, la fame, la libertà, il dolore Ti prego, o Signore.
E ti prego per l'angoscia che ci divora.
Non togliere la mano dalla mia testa perché mi ripara più del mio cappellino.







 

venerdì 22 ottobre 2010

Un nuovo "tag": preghiamo con Alice

Come ogni fine settimana sono con mio padre a Milano (transumando da "casa mia", cioè di mia madre, a Monza) e in questo grande appartamento (11 vani) c'è una camera con le "cose" di Alice.
Insomma lei vive in noi non solo nei nostri cuori ma anche dentro una dozzina di scatoloni.
In uno (credo di due) cartoni con su scritto "manufatti di Alice" ho prelevato un quadernone, a righe (lei "odiava" i quadretti, non per nulla aveva scelto di fare il Liceo classico) e sulla copertina riporta questo titolo:
"Il mio amico del cuore"

State tranquilli non aveva ragazzi o ragazzetti per la testa, anche se aveva molti "ammiratori" (a Roma li chiamano "mosconi") pronti a saltarle addosso, di tutte le età, i gusti e le razze.
L'unico "amico del cuore" era il "suo" Gesù e questo è il quaderno dove appuntava ricordi, emozioni, ringraziamenti ma anche arrabbiature ecc ecc... rivolte a Dio. Al suo Gesù.

Da oggi desideravo scrivervi qualcosa da questo quadernone.

Il nostro destino ce lo costruiamo da noi stessi, giorno per giorno, sulla base della nostra libertà. Ma la nostra libertà ci fa correre il rischio di giocarci tutta la nostra vita su un' "ombra". Se così non fosse sarebbe peggio: correremmo il rischio di non giocarcela su niente


Oppure questa bella preghiera:

Signore, Ti ho trovato nel mare tempestoso, nelle nevi e nei ghiacciai della mia vita; ma anche nella voce del vento, nelle notti di stelle, in ogni fiore ed in ogni filo d'erba. In tutta la bellezza della natura Ti ho trovato e Ti ritrovo ogni istante, o Signore. Ma devo imparare a cercarTi dove c'è il dolore, la miseria, la fame, dove gli uomini soffrono: là Ti posso trovare, perché Tu soffri con i sofferenti, muori con i moribondi. Perché ovunque noi scorgiamo l'impronta del dolore possiamo essere certi di ritrovarTi, o Signore. E finché due mani ferite e due braccia aperte ci aspetteranno dalla Croce noi saremo sicuri di raggiungerTi un giorno in Paradiso. Perché ogni qualvolta sulla Terra saremo andati in cerca del dolore per consolare uomini che soffrono, fisicamente o moralmente, noi non avremo aiutato il bambino affamato, l'uomo ferito, la donna disperata, ma il Creatore del Cielo e della Terra.