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mercoledì 11 novembre 2009

Le cose che presto non potrò più dire

Questo post è di Giada (almeno credo): l'ho trovato nelle Bozze e, dato che non l'ho trovato pubblicato ho ritenuto giusto pubblicarlo ora.
A leggerlo capisco che ho fatto male a prendere il liceo scientifico, avessi fatto il classico forse avrei scritto anche io così....
Flaviaccia

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Sono troppe e non so se riuscirò a dirle tutte prima del mio 18mo genetliaco. Iniziamo. Le fonti: in genere sono cose che mi ha riferito Valeria che viveva 22 ore al giorno con Alice (spesso dormivano insieme anche di notte) e a volte pranzavano con la famiglia di Alice. Poi ci sono delle amiche e ultimamente si è aggiunta anche una "gola profonda" in seno alla stessa famiglia di Alice. Quindi, in genere, tutte cose attendibili.
GLI OSPEDALI DEL SUD. E' giunta voce che il padre di Alice ripetesse spesso che con l'insediamento del nuovo Governo gli ospedali del Sud dovevano subire una grandissima riforma in seno agli amministratori, ai manager, alle strutture, ai troppi casi di morti sospette e strane. Di gente che si ricovera per piccole cose e non torna più a casa... Le prime battute le abbiamo già viste ma le cose grosse ancora le aspettiamo
POLITICI DEL SUD. C'era un Sindaco di un paese calabrese (che ospita il corpo di Alice) che ebbe "parole dure" verso il padre. E' notizia di questi giorni del suo arresto poiché "camorrista"... E quelli degli ospedali che non avevano posto per Alice e i cui Sindaci hanno fatto spallucce? Aspettiamo anche loro? In fondo si sa che in prigione... c'è posto per tutti
GIORNALISTI "NON ALLINEATI". Sei un giornalista e vuoi scrivere cosa vedi e non cosa ti dicono di scrivere? Mo' so' 'azzacci tua. Ora rischi il posto. Quanta gente ha accettato soldi o gli è bastata la sola minaccia per non scrivere una riga su come è morta Alice? Quelli sono salvi, ma gli altri 4 o 5 "non allineati" al volere paterno che hanno scritto le loro poche righe. Poche e banalotte righe, ripeto. Anche quelli sono camorristi e finiranno in prigione?
IO Anche io vi farò compagnia in prigione? Io che non ho accettato il diktat di sparire con il cuore gonfio di amore verso un'amica che mi ha davvero aiutata e amata senza che le corrispondessi un solo cenno di aiuto quando ne aveva bisogno. Anche io in prigione.... come cantava Bennato.
BENNATO. Anche tu finirai in prigione con tutti noi. Perché? Sei "rosso" e avrai certamente votato male... Dai ti va anche di culo: se avessero vinto i tuoi "amici" finivi dritto nei gulag siberiani e lì ci marcivi, altro che "solo canzonette"... Ops, suonano alla porta: apro o non apro alla Polizia che viene ad arrestarmi? Dai.... apro.

mercoledì 5 novembre 2008

Tornano i racconti sugli angeli...

Ora che sono ormai "vecchia" posso tornare a scrivere del mio angelo, cioè di Alice. E cosa è meglio se non leggere una sua e-mail alla carissima amica Vale su fatti di "cronaca locale"? Visto, poi, che sono giorni in cui devo ringraziare qualcuna ho trovato giusto farvi sapere questo. Buona lettura
>----Messaggio originale---- >Da: Favola_grande@libero.it >Data: 28/09/2005 18.36 >A: "Vale" >Ogg: Re: Re: Lo so che sono idiota, grazie! > >Dolcissima Vale, >acci, cosa ti prende? Ti prego di non fare polemiche, specie con le amiche (e Simo è un’amica!) e tu scateni una guerra? >Perché farci ancora + male? Si parla di una cosa di ormai 3 giorni fa, dove non è poi successo nulla. Vedi che sto scrivendo e quindi sono tornata (quasi) perfettamente a posto, vedi? >Se non ti fidi della versione della Simo ti do volentieri la mia (ti fidi di me?) e vedrai che nessuno ha colpe in tutto questo se non la sottoscritta che sapeva e ha sbagliato. Sob! > >Domenica scorsa ero con la Simo perché aveva da parlarmi di un problemino col suo raga: siamo andate a prendere la S.Messa insieme e poi ci si avviava a casa x la cena. >Passiamo davanti alla stazione e lì ti vedo quei 3 ragazzi tossicodipendenti che chiedevano l’elemosina: in genere non do soldi a chi si fa del male, ma Domenica non avevo un Euro nemmeno strizzata. >Mi fermo e dico loro. “Mi dispiace ragazzi ma non ho nemmeno 1 Euro ma se volete vi do la cosa che ora ho + preziosa: il mio tempo” >Sti qui assentono e così mi siedo con loro, mentre la Simo è rimasta in piedi un po’ + scostata. Abbiamo parlato di diverse cose e quando è venuto fuori il loro problema ho pensato giusto parlare di Chi ci da ogni giorno la speranza e la forza di ricominciare tutto daccapo: insomma parlo loro di Gesù e del Suo amore verso noi tutti. In tutto meno di un’oretta, cmq. >Ma mentre parlavo, senza nemmeno farlo apposta, mi prude un seno e me lo sistemo meglio nel “reggi”. Mentre faccio questo ho subito notato nello sguardo dei 2 ragazzi qualcosa di bruttissimo e la ragazza che stava con loro ha risposto immediatamente ai loro sguardi. Se lo avesse fatto la Simo o te cosa accadeva, la 3° guerra mondiale? >Mi sono vista perduta e ho fatto (questo sì, coscientemente!) il peggiore errore del Mondo: di dire che era tardi e che dovevo volare a casa. Uno di loro mi ha presa per i capelli e mi ha buttata con il viso sulle sue gambe mentre l’altro mi frugava sul cinturino e mi apriva i jeans. >Ho capito che si era messa male e ho pensato a Simo: non volevo che un’altra amica avesse problemi x colpa mia e le ho urlato di fuggire velocissimamente. Così lei ha fatto, per fortuna. >Appena ho urlato, la ragazza mi ha messo la mano sulla gola e mi spingeva verso le gambe del tipo e riuscivo a pelo a respirare. >Così ho subito in silenzio che mi tirassero i jeans alle ginocchia e mi frugassero negli slip. La mia vergogna era al “top” quando il tipo che mi frugava sotto ha visto che avevo l’assorbente e ha iniziato a urlare che ero “in calore” (come una cagnetta. Grrrrr…). >Subito dopo sono stata presa di peso e portata dietro l’edicola (già chiusa) e hanno iniziato a dirmi di stare tranki e che avrebbero solo “giocato” con me. Infatti, subito dopo, la tipa ha passato quasi di nascosto da me un oggettino a uno dei 2 ragazzi e questo si è messo a passarsi sta lametta da barba sul dorso della sua mano, come x depilarsi. >Un istante dopo avevo le 2 mani della ragazza che mi alzavano la testa e mi strozzavano quasi, un ragazzo mi bloccava entrambe le mani e l’altro mi passava la lametta, ma di taglio, sui polpastrelli: 3 o 4 taglietti x dito, x tutti e 10 le dita, però. Un lavoro durato forse meno di 5 minuti ma che ho dedicato tutto al mio Sposo per il dolore che provoca. >Tu parlavi di “sangue a pozzanghere” ma saranno uscite poche goccine di sangue x dito, nulla +. Il caos che i taglietti sui polpastrelli fanno un dolore becco in ogni occasione della giornata: c’è vento, o umido, o muovi le mani o le infili in tasca o qualsiasi cosa fai o succede intorno a te ti fa bruciare da matti. Tutto qui. >E poi, come hai visto, in classe quasi non si sono accorti che avevo i guanti, mentre a casa non sanno nemmeno che ero lì con loro (hehehe…). Altro che “disastro in casa alla vista di me con i guantini”: sciocchezze, mia bella amica, solo sciocchezze. >Domani ti rivedrò più serena con la Simo? E dai… >A dopo x la telefonata post-cena (22-22.30, ok?)... >Sei grande, t.v.b. >^_* >Aljce > > > > > >

mercoledì 15 ottobre 2008

L'anima e il corpo degli angeli

Ci siamo soffermati spesso (e lo faremo ancora) su come sia difficile capire di avere un angelo vicino, ma di come sia lo stesso bello ricordarlo in ogni suo aspetto. Di certo l'aspetto più importante di angelo è la sua anima: in Alice questa sua anima la ritroviamo in tutto ciò che ci ha lasciato: poesie, racconti, catechesi, favole..... E nei ricordi che noi abbiamo di lei. Un solo esempio su tutti: Una sera, tornando dal parco, io e Alice ci siamo imbattuti in alcuni barboni che chiedevano l'elemosina. Alice non aveva mai soldi, ma si fermò lo stesso. Io fremevo, anche per lei, e le dissi: "Alice non abbiamo soldi cosa stiamo a fare qui?" - "Doniamo la cosa più preziosa che abbiamo: un pochino del nostro tempo" mi rispose, serena. E si sedette accanto a uno di loro. "Alice, ma così ti sporchi la gonna?" Le ho quasi urlato atterrita. - "Gemellina" mi rispose, "sono fatta di fango e così tornerò ad essere un giorno" Poi, mi ignorò: io in piedi e lei seduta insieme a loro a parlare del governo e del sindaco. Poi della sua vita e dopo ancora chiese della loro vita (se la loro era stata una scelta o una necessità: domanda che mi rimbalzò in testa per anni). Ad ogni parola sconsolata e di atroce chiusura, Alice rispondeva parlando di religione: di "un" Dio che ci ama sin da prima che nascessimo, che ci perdona tutto (se siamo pentiti e umilmente glielo chiediamo) e che ci vuole accanto a sè... Quasi un'ora trascorsa velocissimo e in compagnia di "nuovi amici" (puzzolenti, ma amici). Qui vi ripropongo un "regalo" di Valeria: al giorno della esumazione voluta dal tribunale per fare delle analisi sul corpo di Alice (quasi un anno dopo la sua morte) Valeria giunse tardi al cimitero (Vale era SEMPRE IN RITARDO, ANCHE A SCUOLA) e trovò la tomba già semi-distrutta e quasi aperta. Chiese di rimetterla un po' "in sesto" e fece alcune foto con il suo cellulare, per ricordo. Non ebbe più tempo nè modo di rivedere tumulare di nuovo Alice e fare foto alla sua nuova tomba, quindi queste foto ci restano come ricordo di come si conserva un corpo di angelo. Siamo convinte che l'anima stia meglio (molto meglio) e sorrida a vedere come noi, piccoli uomini, stiamo più dietro al corpo che "è fango" che all'anima che è Dio!

venerdì 26 settembre 2008

Gli angeli.... quotidiani

Sono giorni un po' difficili per me, per tante ragioni. Ieri sera, dopo cena, mi sono vista un dvd, ma poi non avevo ancora sonno e così mi sono messa a rileggere delle lettere che ci spedivamo io e la dolce Alice. Ho imparato cose che all'epoca avevo ben chiaro: - in italiano si usano le lettere maiuscole per i nomi propri di persona, per i giorni della settimana e dei mesi - mai scrivere parolacce, perché se ne scrivi una significa che nel tuo linguaggio quotidiano ne dici almeno 10 (beh, io anche 15 o 20. Opsss) - se si usano i puntini di sospensione (...) questi vanno rigorosamente tre alla volta (negli sms invece ne metteva due!) - a fine lettera bisogna salutare e firmarsi (questo lo faccio sempre: chi mi conosce meglio lo sa) Poi tra le mani mi è capitata una e-mail di Valeria che mi ero stampata per rileggermela "in seguito" che spiegava le ore pazzesche successive alla notizia della morte di Alice. Alcuni brani:
...la madre era sconvolta dal pianto e guardava sempre in basso chiedendosi a bassa voce "perché proprio a noi, perché?"... ...il padre era sparito e solo il giorno dopo ho saputo che è stato impegnato a evitare che uscisse la notizia su nessun giornale.... ....mi dissero che addirittura rincorse il dott. Xxxxxx e con un dito sotto la gola gli urlò di sparire e di non scrivere nulla di nulla..... .....il telefono [del padre] sembrava bollente da quanto lo usava e da quanto fiato metteva per urlare ora minacce ora elargizioni di regalie.... ...sempre al fine di evitare "lo scandalo": può la morte di una figlia fare scandalo? Perché secondo te? Io ci ho pensato a lungo su e mi sono data un numero di risposte impressionante ma nessuna mi è sembrata tagliata sulla veste di Alice. il MIO Amore non meritava quella fine: ha studiato seriamente e duramente per tutta la vita per lasciarci da sola, lontana dai genitori e da me. ......... Ho raccolto delle cose interessanti e ancora di più esigo di sapere e so anche come pretenderlo. Hai presente il Cavallo di Troia? Io sarò ancora più troia di quel cavallo....
Poi si dilungava su particolari che ritengo non significativi. Io non credo di avere mai visto il padre di Alice ma saperlo che correva "goffamente e con la pancetta che ballava" per fermare chi voleva notizie su "quella bambina brianzola" (quando Alice odiava essere chiamata "bambina") "morta in vacanza" A due anni di distanza certe cose fanno ancora molto male, però una certa vena pittoresca Valeria ce lo ha regalata

giovedì 25 settembre 2008

Ecco Valeria

Vi ho già parlato del bel cigno e della paperella? Ora vi mostro la sua “grafia” (al liceo classico ci hanno insegnato che “calligrafia” significa “bella scrittura” e quindi da non usarsi proprio sempre sempre): la scritta nella foto da me scattata qualche settimana fa al parco giochi dei bimbi mi fa ricordare queste cose. Pochissimo dopo che era mancata mia mamma io ero una ragazzina sbandata, svogliata, pigra e irrequieta. A casa mio padre mi aveva già spiegato che avrebbe dovuto partire “per un po’, ma per ritornare e stare sempre con me” (mai viste bugie più grandi, ma andiamo avanti) e quindi stavo per diventare la reginetta di casa, cioè quella che comanda subito dopo la vera regina, mia nonna. In fondo in casa saremmo rimaste solo io e lei. Così ero diventata una ragazzina così peperina che almeno una volta a settimana bigiavo (cosa? Marinavo, schisciavo, saltavo le lezioni scolastiche. Ok ora?) e quella mattina avevo con me Valeria. Lei era triste perché la “sua” Alice stava in ospedale (in genere ci passava uno o due mesi ogni anno), io ero giù per via di mia mamma e del fatto che da lì a breve sarei rimasta con una persona che avevo conosciuto poco e poco amavo. Gira che ti rigira siamo arrivate al parco dei bimbi e lì tra una confessione tra donne, una risata alla faccia di chi era a scuola e una scivolata di coppia, Vale mi scrisse ciò che vedete in foto: sì, avete letto bene, la mitica Vale che faceva battere il cuore a decine di ragazzi per volta aveva scritto che mi voleva un casino di bene. Ero orgo- gliosa di questo e ad ogni mio ra- gazzi- no gli facevo vedere che io ero nel cuore di quell’amica tanto desiderata da tutti. Ho trascorso più di tre anni a far fare quella tappa a tutti i miei “boy”… Poi Alice vola in Cielo, Valeria impazzisce (letteralmente) di rabbia, lascia la scuola, va a vivere a Milano, riprende a schiumare rabbia anche contro di me… ma io avevo sempre la sua scritta acchiappa-ragazzi. Tra Natale e Capodanno del 2007 Valeria mi chiama e ci vediamo: nostalgia con nostalgia siamo tornate al parco bimbi e tra un ricordo, un insulto al mondo per ogni cosa, Vale rivede quella scritta. Si incazza da matti: “quei tempi sono finiti, morti con Alice” sbraita come una pazza….. Fruga in borsetta e trova il suo pennarellone, è scarico ma ancora degno di cancellare tutto. Vale, la mitica Vale, non mi vuole più un casino di bene. Infatti pochissimi giorni dopo si inizia a litigare per tutto: mi odia perché ho palesato di voler ricordare Alice, la “sua” Alice; non mi sopporta perché, secondo lei, io avevo già seppellito quella che per lei era la sua vita; non mi capisce: pensa che io la prenda in giro quando desidero farle coraggio, farla crescere sopra quel dolore e non dentro. Entra “in casa mia” (gioco di dama su Yahoo) e parla malissimo di me a chi trova, penetra nel “mio cuore” (Yahoo Answer) e scrive thread piccantissime su di me. E’ furibonda. La minaccio di farla smettere con le dure maniere se non la pianta e mi scrive email infuocate dove “puttana” e “figlia di…” sono la cornicetta di tutto. Scrivo a Yahoo, dico a loro cosa mi sta accadendo e da lì a poche ore e Valeria non ha più l’account su Yahoo, perdendo anche l’indirizzo email con tutte le lettere di Alice e di un loro amico incontrato solo mediante web. Vale non ci vede più dalla rabbia e dopo qualche settimana di attacchi, insulti, sms, telefonate…….. finisce sotto un camioncino. A Milano, vicinissimo alla casa dei genitori di Alice. Da un email di Valeria ad un amico comune si venne poi a sapere che quel giorno, non passava di li' per caso, ma aveva un sogno da realizzare, dei soldi da consegnare ... ma il suo sogno e' finito contro un camioncino, prima o dopo avere cercato di realizzarlo, questo lo può sapere solo la persona che desiderava incontrare, non io, non noi, ma qualcun altro che e' presente tra noi !