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lunedì 31 dicembre 2012

Il regalo mio (e di Alice) per il miglior augurio di FELICE 2013!

Vorrei farvi un regalo per iniziare bene il nuovo anno.
Il miglior regalo che io possa farvi da questo blog sono le poesie che mia sorella Alice scriveva in un quaderno segreto (solo destinate alla SUA lettura) e ritrovate solo quando Dio l'ha voluta di nuovo con sè: sono poesie pesanti come montagne per il loro significato "oltre le righe" (a chi servissero maggiori spiegazioni per capirle me lo comunichi tramite "COMMENTO" così che possano essere di aiuto ad ognuno di noi) ma così lievi e soffici come il cuore puro di una bambina di 12-15 anni, come era mia sorella Alice quando le scriveva (ricordo che è volata in Cielo quando mancavano 3 mesi al compimento del 16mo Compleanno).
Ora basta parlare, vi lascio al regalo, buone feste, buon anno a tutti!

clikka qui: buona lettura!

giovedì 17 novembre 2011

Una preghiera tristissima

Riprendo un vecchio "post" per dare un altro contributo in merito.



Mia sorella Alice doveva essere stanca dentro, quello che io chiamo "a pezzi", per scrivere:

Sempre più spesso mi accade di non sopportarmi più.
Come posso chiedere agli altri di starmi vicino se anche io vorrei fuggire lontana da me?
Gesù non mi abbandonare anche Tu: perdonami e aiutami a seguire le Tue orme, ovunque esse vadano.
Io ti amo!



Ecco, la cosa che balza più agli occhi di chi la conosceva bene (nelle cose da lei scritte, ma soprattutto in come parlava), lei non usava mai il pronome "io": era come se lei venisse sempre dopo, o non ci fosse proprio; invece, in questa che potremo davvero definire preghiera (comunicazione con il Creatore) notiamo la frase "io ti amo", come se volesse imporre la propria persona, "io", non un altro "ti ama".
Come se volesse dire: "Dio, ehi Dio, qui ci sono io, sono io che Ti invoco, che ho bisogno di Te, che Ti amo"
E poi una frase che, a rileggerla meglio, mi terrorizza: "aiutami a seguire le Tue orme, ovunque esse vadano": la mia gemella sapeva dove andavano quelle orme? O dove sarebbe andata lei per seguirle?
Lo sapeva ma non aveva paura oppure aveva paura ed è per questo che chiedeva aiuto a Dio, proprio a Lui, per farsi aiutare a seguirLo?
Se fosse stata ancora viva glielo avrei chiesto di sicuro.
Mi manca una sua risposta in questo. Mi manca lei, ma intanto ho la certezza che è lei, mia sorella Alice, che non mi vuole con lei, almeno ora: vuole starsene "finalmente" in pace senza di me!

Mentre io, per esempio, sono sempre in mezzo, peggio del prezzemolo (anche se tento -azz, credetemi- ci tento davvero)  a diventare migliore seguendo il suo esempio.
O cercando di cogliere le cose che trovo "carine" di come scrivono gli altri: voi, per esempio, o Giada, o... altri amici, meglio se diplomati al classico (però, ammettetelo anche voi, se la tirano un po', non trovate?)

sabato 4 dicembre 2010

Siamo uomini (e donne) o caporali?

  Prendo spunto dall'articolo seguente per porre l'attenzione su una cosa davvero dolente: quando i superiori (come tra i laici anche all'interno della Chiesa c'è una lunghissima gerarchia, quasi militare) non sono attenti ai risvolti psicologici dei propri "sottoposti" o, ed è anche peggio, non conoscono quasi nulla di loro, dei loro problemi familiari, personali, le loro aspettative, i loro sogni ecc... fanno sempre e sicuramente dei danni, a volte anche irreversibili.

Ciò che è accaduto al diacono dell'articolo che leggerete (è una notizia di questi giorni, forse ne sapete più voi di me, sicuro) poteva accadere anche ad Alice: anche a lei hanno spostato di ben 6 mesi, prima, e dopo di altri 6 mesi, un importantissimo (per la Chiesa e per lei) momento (non ricordo se era la "vestizione" o una roba simile). Per Alice era una tappa fondamentale, era il poter finalmente diventare la "Fidanzata di Gesù" se non proprio la Sua sposa.

Alice visse questi intoppi in modo strano per il suo carattere (ma era già prossima alla morte e quindi, presumibilmente, aveva già altre sue difficoltà, diciamo più impellenti, più urgenti e sicuramente più pressanti e dolorose): interiorizzò il tutto, scrivendo solamente a se stessa (poesie, preghiere e sul suo diario segreto), per poi rimandare il confronto con gli altri (suoi amici, e parenti stretti) solo dopo le vacanze estive: aveva già appuntato a chi parlarne e cosa dire loro. 

Forse voleva essere certa che il rinvio fosse ufficializzato? O voleva sapere bene il motivo "reale" di questi schiaffoni (i motivi "ufficiali" erano: poca maturità per quel rito, prima; e poi il giungere a finire il Liceo, per il secondo rinvio)

La realtà sembra (alla luce dei fatti e delle cose che si sono sapute dopo) ancora più assurda.

Infatti sembrerebbe che i "reali" motivi che avessero spinto i "superiori" di Alice fossero un mix tra queste cose, e forse anche altre che io non vi aggiungo perché le ritengo minimali (ma forse mi sbaglio) o non ne ho in mano le prove provate:

1) la frequentazione (anche se forse era solo virtuale) di Alice con un signore sposato: lei gli voleva bene come (e forse più) di un fratello. Questo era molto mal visto dalla "capa" (credo si chiami Madre Superiora), che però per un verso la spingeva verso l'avere "rapporti con altri coetanei per capire se stava davvero la sua strada giusta era il diventare suora anziché madre e sposa" e dall'altra si scandalizzò quando mia sorella consegnò a mani di una sua amica suora un pacchetto (intonso, mai nemmeno aperto) di preservativi che Alice aveva acquistato in occasione del suo incontro con quest'uomo sposato (e oggi con una figlia, tra l'altro nata pochi mesi dopo la morte di Alice)

2) l'intercessione (malevola e subdola) di nostro padre. Ormai è accertato che mio padre lasciò un "obolo" a mani della Superiora (o della sua Tesoriera) pari a un assegno che dovrebbe essere stato di circa 20mila euroni. E questo per avere, in cambio, un freno a mano costantemente tirato a che non si arrivasse mai al "passo decisivo" (quello "senza ritorno"): un po' come nei "Promessi Sposi" ("quel matrimonio non s'ha da fare", ricordate?); ecco, qui non "s'aveva da fare" che mia sorella Alice diventasse suora

Breve parentesi: e poi ci dicono che hanno poche vocazioni? Azzarola, se chi si sente portato alla vita sacerdotale o monastica la inducono al suicidio o lo rimandano "sine die"... mi sembra una ben grande contraddizione! O mi sto sbagliando io? Chiusa parentesi


Vi sembra tutto assurdo? A me sembrava di sì, ma, crescendo, sto notando che siamo in un mondo che fa rimpiangere la jungla. Qui ci vendiamo i figli, vendiamo i loro sogni, chiudiamo in una scatola ermetica i loro progetti e la loro felicità e buttiamo via la chiave. Sembra che la gioia di qualcuno che ci sta vicino sia per noi una sconfitta, mentre il circondarci di frustrati, delusi e depressi sia un far emergere la nostra forza, la nostra bellezza come uomo o donna di successo, quello/a che non è felice (al pari di chi ci sta vicino) ma almeno ha i soldi, ha il "potere", ha la forza di poter o meno giocare con la vita degli altri....

Quindi, come non capire (anche se non giustificare) il gesto di questo povero ragazzo dell'articolo?

E come non ricordare, a noi stessi, prima che a "loro" (ai "capi" laici e a quelli e quelle ecclesiastiche), che è da falliti cronici affondare chi ci sta vicini per sentirci meno nani. Ed è da vigliacchi all'ennesima potenza fare questo di nascosto, adducendo motivazioni "elevate" (quesi celestiali), rivolte esclusivamente al bene della persona colpita, non certo a meschini giochi di potere e di denaro!

Preghiamo anche per la sua santa anima, amici. Grazie

 

 

Non diventa sacerdote,
giovane diacono suicida:
"Sono fragile, scusatemi"

di Redazione
Luca Seidita si è suicidato lanciandosi dalla Rupe di Orvieto dopo che era arrivato il "no" alla sua ordinazione a sacerdote. La Santa Sede: "Non era maturo per diventare sacerdote". Ma monsignor Scanavino: "Per me era pronto"
Terni - Un giovane diacono si è suicidato lanciandosi dalla Rupe di Orvieto dopo che era arrivato il "no" alla sua ordinazione a sacerdote. Proprio oggi la diocesi orvietana aveva reso noto che la sua ordinazione era stata fermata "per diretto intervento della Santa Sede". "Sono fragile - ha scritto il diacono in una lettera lasciata in camera sua - chiedo perdono".
Il ritrovamento del cadavere Luca Seidita si è lanciato ieri sera, tra le 21,30 e le 22, dalle mura medievali di Orvieto, da un’altezza di 30 metri. A trovare il corpo è stato un passante che portava a spasso il cane. Gli accertamenti sono svolti dai Carabinieri, coordinati dalla procura di Orvieto. Ieri sera il sostituto Flaminio Monteleone si è recato sul posto insieme ad un medico legale e ai vertici locali dell’Arma. I primi accertamenti avrebbero evidenziato sul cadavere lesioni dovute alla caduta ma non segni di violenza di altro tipo. La salma è comunque a disposizione della magistratura, che in giornata deciderà sull’autopsia.
La lettera del diacono In una lettera lasciata nella sua camera nella curia orvietana, il diacono ha spiegato di essersi suicidato per il diniego a diventare sacerdote. La lettera è stata scritta al computer, ma secondo gli inquirenti non ci sono dubbi che l’autore sia stato il diacono. Nessuna incertezza - ha confermato il procuratore - anche sul fatto che Seidita si sia suicidato. "Volevo diventare sacerdote e tutta la mia vita è stata dedicata a questo, ma mi è stato negato", così il diacono ha sintetizzato il motivo che lo ha indotto a togliersi la vita.
Santa Sede: "Non era maturo" Secondo la Santa Sede Seidita "non era maturo" per diventare sacerdote. A rivelarlo è stato il vescovo di Orvieto, monsignor Giovanni Scanavino, parlando di "divergenze di valutazione" con i dicasteri romani. "Per me era pronto a diventare prete", ha sottolineato monsignor Scanavino.

venerdì 26 novembre 2010

ehi, questa ve l'ho già scritta?

Veniamo da Dio e andiamo a Dio, attraverso l'amore  

 Cavoli, mi sa che ha risolto secoli di discussioni filosofiche sulle domande tipo "da dove veniamo?", "dove andiamo?", ecc ecc...

O no?
Mi rivolgo a chi, sfortunato come me ha fatto il liceo scientifico (ma forse anche al classico e in altre scuole superiori) dove si fa filosofia "sul serio" e per arrivare a uno striminzito 6-- ci sono voluti ben nove mesi di studio.
Praticamente tutto l'anno scolastico

Avrei dovuto leggere prima il diario di mia sorella ;)
Eppure, già all'epoca glielo rubato e andavo a leggermelo in bagno. Poi glielo rimettevo a posto ma.... chi sa come mai se ne accorgeva sempre...

Il trucco (lo dico per le bimbe che hanno diari segreti e vogliono sapere con certezza se questo viene letto solo da lei o meno) è mettere un sottilissimo capello (meglio se corto e biondo, simil-trasparente) a cavallo tra la copertina e la prima pagina, che queste, chiudendosi, appena appena lo pinzano. Il primo che lo prende nemmeno si accorge di questo stratagemma e ha già perso il silenziosissimo antifurto.

Ingegnosa la sorellina, non trovate?

giovedì 22 gennaio 2009

Il mio cervello

Ok, ridete pure.... Quando avrete finito di ridere solo perché ho scritto "il mio cervello" continuerò a scrivervi... .... Finito? .... ... Finito ora? Ok, continuo anche se voi non accennate a tornare seri. Il mio cervello, dicevo, per quanto minuscolo possa essere (e lo è davvero, credetemi) è l'unico che il buon Dio mi ha dato ed io devo usare solo quello. Non ne ho altri, giuro. Solo se mi entra un moscerino in un orecchio raddoppio i neuroni cerebrali, ma a quel punto mi viene voglia di volare. E allora sono guai anche peggiori di ora. Dicevo: il mio cervello è stato a lungo addomesticato a far sì che io diventassi una (buona) cattolica, il più onesta e brava possibile. A credere nei misteri e nei miracoli. Ma vuole pensare! E quindi mi porta a credere a ciò che può essere spiegato con la ragione. Ciò che ho scritto nell'ultimo post, se visto con gli occhi di Flavia non è credibile. Invece è credibile (ed io ci credo) alla versione di Alice: infatti, conoscendola e conoscendo come lei gestiva la sua vita e le sue opere con semplicità, rispetto ed amore, io credo in lei. Ho vissuto, anche se indirettamente, con lei un'esperienza strabiliante con lei (tranquilli non ve la racconto, almeno non ora) dove in una storia senza alcuna soluzione "umana" è riuscita a trovarne una "divina": mi disse che per due giorni è stata spessissimo in chiesa a porgere il suo cruccio a Gesù e, finalmente, il secondo giorno Lui le disse come fare. Non credevo al fatto che lei avesse questo "passaggio diretto" con Lui, ma tirò fuori una via d'uscita così "innaturale" che mi rimase il sospetto. E se avesse ragione lei, Alice, e stessi sbagliando tutto io? Me lo domando da mesi, per OGNI cosa. Lei per gli uomini è una sconfitta: è morta e io sono viva. Io parlo, scrivo e mi faccio valere (poco, dai); lei no. Lei non sa difendersi, secondo il nostro criterio umano... E in quello divino? E se lei ci sentisse, ci vedesse e potesse parlarci in qualche modo? Io in questo ci credo, come cattolica e come donna con un (piccolissimo) cervello. Ci credo.

lunedì 12 gennaio 2009

La violenza sui più deboli

Dedicata a tutti, poiché tutti siamo stati figli, ma soprattutto ai genitori e chi ha scelto di non diventarlo mai uccidendo il proprio bimbo prima ancora che nascesse (senza scusanti: età, "singletudine", ambiente o vacanze in yacht da posticipare). Giada  


Dieci ragioni per non picchiare i vostri bambini (di Jan Hunt, M.Sc.)
 
In Svezia e in Norvegia, è illegale per un genitore, insegnante, o chiunque altro picchiare un bambino. 
In alcuni stati e province, picchiare è illegale solo per un maestro. 
In tutte le zone del Nord America, la punizione corporale da parte di un genitore, finché non è pesante, è ancora vista da molti come disciplina necessaria, e condonata, o addirittura incoraggiata.  

Durante vari anni scorsi, molti psichiatri, sociologi ricercatori, e genitori hanno raccomandato di mettere al bando le punizioni corporali dei bambini. 
La ragione più importante secondo il Dr. Peter Newell, coordinatore dell'organizzazione End Punishment of Children(EPOCH)(1)-Stop alla Punizione dei Bambini, è che "tutte le persone hanno il diritto alla protezione della loro integrità fisica, e i bambini sono anche loro delle persone."(2) 

1. Picchiare i bambini insegna a questi ultimi a diventare a loro volta persone che picchiano gli altri. Da numerosi studi e ricerche è emersa una diretta correlazione tra le punizioni corporali subite nell'infanzia e il comportamento violento o aggressivo di giovani e adulti. Da piccoli, praticamente tutti i peggiori criminali sono stati regolarmente minacciati e percossi. È nell'ordine naturale che i bambini imparino atteggiamenti e comportamenti tramite l'osservazione e l'imitazione dei loro genitori, nel bene e nel male. Perciò è responsabilità dei genitori dare esempio di empatia e saggezza. 

2. In molti casi di cosiddetto "cattivo comportamento", il bambino sta semplicemente rispondendo nel solo modo che gli è possibile, in base all'età e all'esperienza, alla negazione dei suoi bisogni fondamentali. Tra questi bisogni ci sono: dormire e nutrirsi adeguatamente, la cura di allergie nascoste, aria pulita, esercizio fisico e libertà sufficiente per esplorare il mondo intorno a sé. Ma il suo bisogno maggiore consiste nel ricevere amore e attenzione assoluta da parte dei suoi genitori. Purtroppo, di questi tempi, solo pochi bambini ricevono abbastanza tempo e dedizione, perché i genitori sono spesso stanchi e distratti e mostrano troppo poca comprensione e pazienza nei confronti del bambino. È veramente ignobile punire un bambino che in realtà si limita a reagire in modo naturale alla disattenzione verso isuoi bisogni e ai suoi desideri fondamentali. Per questa ragione non solo la punizione alla fine è inefficace, ma è anche chiaramente ingiusta. 

3. I castighi distolgono il bambino dall'imparare come risolvere i conflitti in modo umano ed efficace. Come ha scritto l'educatore John Holt, "Quando facciamo paura a un bambino noi fermiamo di colpo il suo apprendimento." Un bambino punito è tutto concentrato interiormente sui propri sentimenti di dolore di rabbia e vendetta, e così viene privato della possibilità di risolvere i problemi in maniera creativa. Quindi un bambino punito impara poco come gestire o prevenire simili situazioni in futuro.

4. "Chi non usa la verga, rovina suo figlio" sebbene sia una frase citata spesso, è di fatto una interpretazione distorta dell'insegnamento Biblico. Sebbene la "verga" sia menzionata molte volte nella Bibbia, solo nel Libro dei Proverbi questo termine è usato in connessione con il ruolo dei genitori. Infatti i metodi severi della disciplina di Re Salomone condussero suo figlio Rehoboam, a diventare un dittatore oppressivo e tirannico che solo per poco sfuggì alla morte per lapidazione a causa della la sua crudeltà. Nella Bibbia non esiste alcun sostegno alla disciplina severa al di fuori dei Proverbi di Salomone. Gesù diceva che i bambini erano vicini a Dio e avevano bisogno di amore, mai di castighi.(3)

5. Le punizioni compromettono il legame tra genitori e figli, perché è contro natura provare amore verso chi ci ferisce. Un autentico spirito di collaborazione come tutti i genitori desiderano può fondarsi solo su un forte legame basato su sentimenti di reciproco amore e considerazione. I castighi anche qualora sembrino funzionare possono produrre solo superficialmente un buon comportamento basato sulla paura, che potrà mantenersi fino a quando il bambino sarà abbastanza cresciuto per riuscire a fare resistenza. Al contrario la cooperazione basata sul rispetto dura per sempre, portando a molti anni di reciproca felicità mentre il bambino cresce e i genitori diventano più anziani.

6. Molti genitori non hanno mai imparato nella loro infanzia che ci sono modi positivi di relazione coi bambini. Quando le punizioni non ottengono i risultati voluti, e il genitore è ignaro di metodi alternativi, le punizioni possono aggravarsi con azioni più frequenti e pericolose contro il bambino.

7. La rabbia e la frustrazione che non possono essere espresse in condizioni di sicurezza da un bambino vengono immagazzinate interiormente. La rabbia accumulata per molti anni, potrà manifestarsi come uno shock per i genitori il cui bambino adesso si senta abbastanza forte per esprimere questa collera. È possibile che i castighi sembrino produrre un "buon comportamento" durante i primi anni, ma sempre a caro prezzo, che sarà pagato dai genitori e dallasocietà insieme, quando il bambino entrerà nell'adolescenza e non appena sarà adulto.

8. Gli scapaccioni assestati sul sedere, una zona erogena nell'infanzia, possono stabilire nella mente del bambino una correlazione tra il dolore e il piacere sessuale, e creare difficoltà alla persona adulta. Gli annunci sui giornali 'alternativi' del genere "Voglio essere sculacciato" attestano le tristi conseguenze di questa confusione di dolore e piacere. Se un bambino riceve poca attenzione parentale eccetto quando viene punito, questo fonderà ulteriormente i concetti di dolore e piacere nella mente del bambino. Un bambino in una tale situazione avrà poca autostima, pensando di non meritare niente di meglio. Per maggiori informazioni su questo argomento, vedere "The Sexual Dangers of Spanking Children"-"I danni alla sessualità causati dallo sculacciare i bambini".
Anche gli scapaccioni relativamente moderati possono arrecare danni al fisico. Le percosse inferte alla base della colonna vertebrale producono uno shock che si trasmette lungo tutta la spina dorsale e possono causare lesioni al bambino. Alcuni bambini sono diventati paralizzati per via di lesioni ai nervi dalle sculacciate, e alcuni sono morti dopo leggere percosse, per via di complicazioni mediche non diagnosticate.

9. Le punizioni corporali esprimono il messaggio sleale e pericoloso della "legge del più forte", che è ammissibile ferire gli altri, purchè essi siano più piccoli e meno potenti di quanto sei tu. Il bambino allora conclude che è lecito maltrattare bambini più giovani o più piccoli. Quando diventerà adulto, proverà poca compassione per quelli meno fortunati di lui, e avrà paura di quelli che sono più potenti. Questo renderà difficile instaurare relazioni che abbiano un significato, così essenziali per una vita emotivamente appagante.

10. Poiché i bambini imparano dai modelli che i genitori rappresentano, le punizioni corporali esprimono il messaggio che picchiare è un modo giusto di esprimere i sentimenti e risolvere i problemi. Se un bambino non osserva un genitore risolvere i problemi in modo umano e creativo, può diventar difficile per se stesso imparare a fare altrettanto. Per questa ragione questi comportamenti parentali sbagliati spesso si tramandano alla generazione successiva.
Un'insegnamento gentile, sostenuto da solide fondamenta di amore e rispetto, è la sola via autentica ed efficace di portare a un comportamento lodevole basato su forti valori interiori, invece del superficiale "buon" comportamento basato solo sulla paura.



NOTE:
(1) EPOCH Worldwide, 77 Holloway Road, London N78JZ UK (2) Comunicazione personale. (3) End Violence Against the Next Generation (EVAN-G), 977 Keeler Avenue, Berkeley, CA 94708, USA. Nota: Una versione precedente di questo articolo è apparsa come Appendice nel libro di Alice Miller La Fiducia Tradita (Garzanti Editore, Milano, 1991,1995). NdR: Guarda caso, dove si parla di violenza e di bimbi c'è sempre un'Alice! :-)) (Giada)  

RIFERIMENTI: * Project NoSpank, Parlar chiaro sulle sculacciate, Article, article * CBS News Article * The No Spanking Page * Alice Miller Library * Books by Alice Miller * "Every Smack is a Humiliation - A Manifesto" by Alice Miller, Ph.D. * "The Sexual Dangers of Spanking Children" by Tom Johnson * "The Influence of Corporal Punishment on Crime" By Adah Maurer, Ph.D. and James S. Wallerstein * "The Bible and the Rod" By Adah Maurer, Ph.D. and James S. Wallerstein * "Spanking and the Wall of Silence" (excerpt from Breaking Down the Wall of Silence by Alice Miller) * "Hitting people is wrong - and children are people too" by EPOCH staff * "John Bradshaw on Spanking" (Excerpt from "The Bradshaw Connection") * "Spanking: a shortcut to nowhere…" by Penelope Leach, Ph.D. * "Punishment Does Not Work"

domenica 11 gennaio 2009

Ecco di cosa parlava Alice

Sì, lo so, sono cose difficili da dire e da capire: come fai a capire se un bambino è come dice l'articolo seguente o no?

Alice lo capiva al volo e anche se sembrava un bimbo "normale" gli si

accostava e gli donava il sorriso perduto. Lei guardava negli occhi e vedeva l'anima (lo diceva spesso, anche se ridendo). Ecco perché lei è un angelo e molti altri no, io per prima.

Voleva diventare "la sorella di tutti" per donare a tutti quel sorriso che spesso non si conosce nemmeno. Ecco di cosa parlava Alice con il Mondo e di cosa avrebbe voluto parlare sempre.

Non togliermi il sorriso

L'importanza di rompere il circolo. Perchè "nontogliermiilsorriso"?

Perchè spesso vediamo bambini che non sorridono. E non stiamo facendo riferimento a bambini che non sorridono perchè si sono appena sbucciati un ginocchio, o perchè piove e non possono uscire a giocare. Bambini che mentre giocano, mentre passeggiano, corrono, vivono, sono seri, o addirittura tristi. Spesso, sempre. Come se sorridere costasse loro fatica, come se non fosse la cosa più spontanea da fare, quel sorriso che per antonomasia ti fa pensare all'infanzia felice e spensierata. Ci siamo chiesti perchè sono così seri, ci siamo chiesti dove fosse finito quel sorriso. Abbiamo così iniziato un percorso che ci ha portato a scoprire quanto l'infanzia venga sacrificata, e quanto poco ci sia da sorridere in tutto questo. Abbiamo scoperto, pian piano, che la violenza sui bambini è diffusa capillarmente, abbiamo capito che non solo gli schiaffi sono violenza: la derisione, la mancanza di rispetto, i ricatti, materiali ed affettivi, i mostri delle fiabe, gli orchi cattivi, le befane che portano il carbone, i santi che sanno tutto, un immaginario costruito appositamente per mantenere fisso il rapporto fondamentale di potere: io grande ho ragione, sempre e comunque, io so cosa è meglio per te, tu piccolo mi devi ubbidire, ti devi piegare ai miei desideri. Non c'è spazio oggi per i desideri dei bambini, non c'è tempo per ascoltarli, tutto è accuratamente pianificato e scandito da ritmi fissi, da regole incorruttibili. I bambini che rompono gli schemi sono diversi, difficili, sbagliati. Se fossero adulti li definirebbero artisti, filosofi, sognatori e poeti, geniali e stravaganti. Ma sono solo bambini. Abbiamo capito che l'unica speranza per un mondo diverso e migliore è riuscire a cambiare noi: noi genitori che siamo stati bambini, spesso maltrattati, feriti, resi tristi, dobbiamo trovare la forza, il coraggio, per non riproporre lo stesso schema di comportamento con i nostri bambini, con quelli che sono affidati alle nostre cure. Dobbiamo rompere questo circolo, questa ripetizione di errori, per cui da sottomessi abbiamo imparato a sottomettere. Dobbiamo vivere accanto ai nostri bambini, non pretendere di coltivarli. Con loro gioire dei loro successi, dolerci delle loro sconfitte. Applaudire oppure asciugare le lacrime, non dimenticare mai l'influenza che possiamo avere nelle loro vite. „Mi asterrò dal recar danno e offesa“, come in un nuovo giuramento di Ippocrate, ci rimanga questo ben saldo in mente.

Concludiamo con Tagore:

Il bambino adorno di vesti principesche, con al collo monili ingemmati, perde ogni piacere nel gioco, la sua veste lo impaccia a ogni passo. Per paura che si possa stracciare o che s'imbratti di polvere si tiene appartato dal mondo e ha timore persino di muoversi. Madre, a che vale tutta questa eleganza Se ci tiene lontani dalla salutare Polvere di questa terra, se ci priva del diritto d'entrare nella grande festa del mondo?

mercoledì 5 novembre 2008

Tornano i racconti sugli angeli...

Ora che sono ormai "vecchia" posso tornare a scrivere del mio angelo, cioè di Alice. E cosa è meglio se non leggere una sua e-mail alla carissima amica Vale su fatti di "cronaca locale"? Visto, poi, che sono giorni in cui devo ringraziare qualcuna ho trovato giusto farvi sapere questo. Buona lettura
>----Messaggio originale---- >Da: Favola_grande@libero.it >Data: 28/09/2005 18.36 >A: "Vale" >Ogg: Re: Re: Lo so che sono idiota, grazie! > >Dolcissima Vale, >acci, cosa ti prende? Ti prego di non fare polemiche, specie con le amiche (e Simo è un’amica!) e tu scateni una guerra? >Perché farci ancora + male? Si parla di una cosa di ormai 3 giorni fa, dove non è poi successo nulla. Vedi che sto scrivendo e quindi sono tornata (quasi) perfettamente a posto, vedi? >Se non ti fidi della versione della Simo ti do volentieri la mia (ti fidi di me?) e vedrai che nessuno ha colpe in tutto questo se non la sottoscritta che sapeva e ha sbagliato. Sob! > >Domenica scorsa ero con la Simo perché aveva da parlarmi di un problemino col suo raga: siamo andate a prendere la S.Messa insieme e poi ci si avviava a casa x la cena. >Passiamo davanti alla stazione e lì ti vedo quei 3 ragazzi tossicodipendenti che chiedevano l’elemosina: in genere non do soldi a chi si fa del male, ma Domenica non avevo un Euro nemmeno strizzata. >Mi fermo e dico loro. “Mi dispiace ragazzi ma non ho nemmeno 1 Euro ma se volete vi do la cosa che ora ho + preziosa: il mio tempo” >Sti qui assentono e così mi siedo con loro, mentre la Simo è rimasta in piedi un po’ + scostata. Abbiamo parlato di diverse cose e quando è venuto fuori il loro problema ho pensato giusto parlare di Chi ci da ogni giorno la speranza e la forza di ricominciare tutto daccapo: insomma parlo loro di Gesù e del Suo amore verso noi tutti. In tutto meno di un’oretta, cmq. >Ma mentre parlavo, senza nemmeno farlo apposta, mi prude un seno e me lo sistemo meglio nel “reggi”. Mentre faccio questo ho subito notato nello sguardo dei 2 ragazzi qualcosa di bruttissimo e la ragazza che stava con loro ha risposto immediatamente ai loro sguardi. Se lo avesse fatto la Simo o te cosa accadeva, la 3° guerra mondiale? >Mi sono vista perduta e ho fatto (questo sì, coscientemente!) il peggiore errore del Mondo: di dire che era tardi e che dovevo volare a casa. Uno di loro mi ha presa per i capelli e mi ha buttata con il viso sulle sue gambe mentre l’altro mi frugava sul cinturino e mi apriva i jeans. >Ho capito che si era messa male e ho pensato a Simo: non volevo che un’altra amica avesse problemi x colpa mia e le ho urlato di fuggire velocissimamente. Così lei ha fatto, per fortuna. >Appena ho urlato, la ragazza mi ha messo la mano sulla gola e mi spingeva verso le gambe del tipo e riuscivo a pelo a respirare. >Così ho subito in silenzio che mi tirassero i jeans alle ginocchia e mi frugassero negli slip. La mia vergogna era al “top” quando il tipo che mi frugava sotto ha visto che avevo l’assorbente e ha iniziato a urlare che ero “in calore” (come una cagnetta. Grrrrr…). >Subito dopo sono stata presa di peso e portata dietro l’edicola (già chiusa) e hanno iniziato a dirmi di stare tranki e che avrebbero solo “giocato” con me. Infatti, subito dopo, la tipa ha passato quasi di nascosto da me un oggettino a uno dei 2 ragazzi e questo si è messo a passarsi sta lametta da barba sul dorso della sua mano, come x depilarsi. >Un istante dopo avevo le 2 mani della ragazza che mi alzavano la testa e mi strozzavano quasi, un ragazzo mi bloccava entrambe le mani e l’altro mi passava la lametta, ma di taglio, sui polpastrelli: 3 o 4 taglietti x dito, x tutti e 10 le dita, però. Un lavoro durato forse meno di 5 minuti ma che ho dedicato tutto al mio Sposo per il dolore che provoca. >Tu parlavi di “sangue a pozzanghere” ma saranno uscite poche goccine di sangue x dito, nulla +. Il caos che i taglietti sui polpastrelli fanno un dolore becco in ogni occasione della giornata: c’è vento, o umido, o muovi le mani o le infili in tasca o qualsiasi cosa fai o succede intorno a te ti fa bruciare da matti. Tutto qui. >E poi, come hai visto, in classe quasi non si sono accorti che avevo i guanti, mentre a casa non sanno nemmeno che ero lì con loro (hehehe…). Altro che “disastro in casa alla vista di me con i guantini”: sciocchezze, mia bella amica, solo sciocchezze. >Domani ti rivedrò più serena con la Simo? E dai… >A dopo x la telefonata post-cena (22-22.30, ok?)... >Sei grande, t.v.b. >^_* >Aljce > > > > > >

mercoledì 15 ottobre 2008

L'anima e il corpo degli angeli

Ci siamo soffermati spesso (e lo faremo ancora) su come sia difficile capire di avere un angelo vicino, ma di come sia lo stesso bello ricordarlo in ogni suo aspetto. Di certo l'aspetto più importante di angelo è la sua anima: in Alice questa sua anima la ritroviamo in tutto ciò che ci ha lasciato: poesie, racconti, catechesi, favole..... E nei ricordi che noi abbiamo di lei. Un solo esempio su tutti: Una sera, tornando dal parco, io e Alice ci siamo imbattuti in alcuni barboni che chiedevano l'elemosina. Alice non aveva mai soldi, ma si fermò lo stesso. Io fremevo, anche per lei, e le dissi: "Alice non abbiamo soldi cosa stiamo a fare qui?" - "Doniamo la cosa più preziosa che abbiamo: un pochino del nostro tempo" mi rispose, serena. E si sedette accanto a uno di loro. "Alice, ma così ti sporchi la gonna?" Le ho quasi urlato atterrita. - "Gemellina" mi rispose, "sono fatta di fango e così tornerò ad essere un giorno" Poi, mi ignorò: io in piedi e lei seduta insieme a loro a parlare del governo e del sindaco. Poi della sua vita e dopo ancora chiese della loro vita (se la loro era stata una scelta o una necessità: domanda che mi rimbalzò in testa per anni). Ad ogni parola sconsolata e di atroce chiusura, Alice rispondeva parlando di religione: di "un" Dio che ci ama sin da prima che nascessimo, che ci perdona tutto (se siamo pentiti e umilmente glielo chiediamo) e che ci vuole accanto a sè... Quasi un'ora trascorsa velocissimo e in compagnia di "nuovi amici" (puzzolenti, ma amici). Qui vi ripropongo un "regalo" di Valeria: al giorno della esumazione voluta dal tribunale per fare delle analisi sul corpo di Alice (quasi un anno dopo la sua morte) Valeria giunse tardi al cimitero (Vale era SEMPRE IN RITARDO, ANCHE A SCUOLA) e trovò la tomba già semi-distrutta e quasi aperta. Chiese di rimetterla un po' "in sesto" e fece alcune foto con il suo cellulare, per ricordo. Non ebbe più tempo nè modo di rivedere tumulare di nuovo Alice e fare foto alla sua nuova tomba, quindi queste foto ci restano come ricordo di come si conserva un corpo di angelo. Siamo convinte che l'anima stia meglio (molto meglio) e sorrida a vedere come noi, piccoli uomini, stiamo più dietro al corpo che "è fango" che all'anima che è Dio!

Marco, il mitico ODX di Managerzone

Uno dei tanti amici di Alice era Marco: come lo avesse conosciuto lo ignoro, ma credo sia stato un incontro su un sito di giochi di calcio, chiamato "managerzone.com". La loro amicizia doveva essere molto forte visto che Marco dimostra di sapere di Alice molte più cose di quelle che conosco io, sua compagna di classe. Sono stati molto intimi, anche se rimasti nel virtuale del web: se Marco conosce molte cose su Alice, anche lei avrebbe dovuto conoscere bene Marco. Ma allora perché non si sono mai incontrati? E su questo punto che ci viene in soccorso l'amica Valeria, mostrandoci una paginetta del "diario segreto di Alice" dalla quale si evince che, ok forse non si sono mai visti, ma un appuntamento se lo sono pure dati... alla faccia di chi li voleva vedere lontani e separati. E che appuntamento, dico io che ho letto per bene quella paginetta! In realtà Marco è un ragazzo splendido: attento, generoso e simpaticissimo. Un po' capriccioso, ok, e magari anche narcisista (lo sono tutti i Marco, tranki). Permaloso? Sì, anche, grazie. La certezza che ho su di lui e che davvero amava Alice: un amore lieve e candido, fatto di parole appena pronunciate e di gesti ricchi di attenzione. Quello che i poeti chiamavano l'amore platonico, ma nel vero senso della parola: stupendo. Su questo ogni ragazza avrà invidia di Alice, ma lei se lo meritava davvero. E spero che abbia ricambiato con il grande cuore che aveva verso tutti. Come è fisicamente Marco/Odx potete saperlo cercando qualche sua risposta in giro sul blog, ma a noi non interessa: a noi che vediamo le anime e sappiamo (ora) distinguere gli angeli intorno a noi piace conoscerlo "dentro". Rifiuta la descrizione fatta da Paola e Ginevra (ehy, anche io però rifiuto la descrizione fatta su di me!) e punta sul suo aspetto fisico, sui suoi dati anagrafici e di residenza, ma, come dicevamo, a noi "frega nulla" di tutto questo. E' un combattente per la libertà e per la verità, è un "nordico" e un pacifista vero (non come quelli del G8 di Genova con le molotov e le catene per spaccare, pacificamente, tutto), sa vivere e vuole dimostrarlo. Sa giocare e vuole vincere. Sa come si conquistano le donne e scherza su questo, salvo poi ritirarsi prima della "tenzone". E' amico delle amiche di Alice, me compresa. Forse non troppo di Valeria, poiché non aveva capito che Vale si conquista con il cuore, non con le parole. Era tremendamente assetata di succo di cuore (e poco incline a usare il succo di cervello, per evitare catastrofici errori di valutazione, specie nelle valutazioni delle amicizie) Un dubbio ce l'ho: a me Alice disse una volta che il medico va dove ci sono i malati, difatti le amicizie di Alice erano spesso "molto malate". Che malattia ha o aveva Marco? Ha tutto ciò che un ragazzo desidera: una moglie adorabile, una famiglia bellissima, auto, moto e casa; un lavoro che piace e mille hobbies "ad hoc" per lui. La "malattia" di Marco io l'ho capita perché me l'ha spiegata lui stesso ma qui di certo non ve la dico. Vi dico solo questo: dietro ad ogni volto c'è sempre un cuore che batte. Più o meno forte, più o meno caldo, ma batte dentro ad ogni petto. Vogliamogli bene a Marco. E lui smetterà di polemizzare contro tutti. E se era amico di Alice allora sarà anche amico nostro!

mercoledì 8 ottobre 2008

Marco Odx racconta Alice

Marco, molto ben descritto dalle nostre ex compagne di classe Paola e Ginny in un thread a parte, racconta così Alice
Come può nascere un’amicizia ! Vi voglio riportare la prima email che Alice mi mandò nel lontano luglio 2005, un’amicizia durata fisicamente un anno esatto, ma che non tramonterà mai. Si parla di Managerzone.it il nostro gioco manageriale di calcio ovviamente … “Cari amici (ed agguerritissimi avversari!), vi scrivo per rendervi noto che il buon Rai(mondo) mi ha incaricata di seguire da vicino il nostro Girone. Di questo ne sono orgogliosa, lusingatissima ma anche tremante di paura di fare male e di dare a rai e a tutti voi delle delusioni: x far sì che queste ultime siano ridotte di numero e di intensità vi chiedo la più simpatica e piena collaborazione, tenendo conto che la Div. 2.8 non è solo la mia (anzi, temo che presto vi lascerò… sigh!) e che un lavoro fatto bene (almeno finché non vado in vacanza, tutto Agosto) è un piacere x tutti noi, non solo x me che vi faccio da “portavoce”…
Le mie idee (ma chiedo a voi già da ora ogni più proficuo correttivo o innovazione o consiglio: è tutto accetto, tranne gli insulti “gratuiti”!) sarebbero queste: A) per ogni giornata: - illustrazione della partita PRIMA che questa sia giocata: tutto ciò che desiderate sia detto guardando la successiva partita(ovviamente tenendo conto che vi leggeranno anche i vs avversari); la schedina (un segno a partita) fatta da tutti noi, con relative classifiche dei migliori “pronosticatori” - commento alla partita giocata: se volete anche una breve telecronaca (diciamo un 7-10 righe max) B) per ogni squadra: - a turno, approfondire la storia della squadra, del nickname, dei colori della maglia, dello sponsor scelto; cioè tutto di noi: x questo accetto una prenotazione x le prox 2 giornate; poi pausa di Agosto e da Settembre, vedremo le altre 6. Sempre che ci stiate e vi diverta farvi conoscere a tutti i lettori di MZ - affrontare temi tipo: calciomercato (se non è “scottante” far sapere certe cose ai ns avversari), giovani (promettenti e non), trofei (risultati migliori nelle FL o nelle Coppe gratis), amicizie (gemellaggi, incontri, ecc…) I tempi: Raisport vuole il tutto entro Martedì. Quindi direi che il Lunedì sia il giorno dedicato da tutti noi a comporre e a mandarmi i vostri apporti; mentre il Martedì sia x gli “errata corrige” e x le aggiunte dell’ultimo momento… Per ora è tutto. Attendo correttivi, critiche e… i primi commenti (entro Martedì prox 19 Luglio)… Un ringraziamento di cuore a tutti voi e un bacio. A presto ^_* Aljce

lunedì 6 ottobre 2008

Lettera ad un’amica in crisi (titolo messo da noi)

Lettera scritta da Alice ad una nostra compagna di classe, incinta a 16 anni, che voleva abortire.
S***** dolcissima, ti scrivo perché mi hai negato la possibilità di parlarti a quattro occhi, come avrei voluto. E come ti ho chiesto, e tu mi avevi concesso, a parole, giusto stamattina (ieri per quando leggerai) quando mi hai fatta aspettare per tutta la ricreazione, ma senza alcuna fortuna..
Volevo parlarti perché sento che stai commettendo un gravissimo sbaglio, sicuramente il peggiore che potrai fare in tutta la tua vita che spero lunga e piena di eventi belli da ricordare. Non di lutti da nascondere! Stai vivendo un’esperienza che io non vivrò mai: sentirsi un piccolo miracolo di Dio che cresce dentro di sè. E che chiede a te solo di farlo vivere e di amarlo come una parte tua, come te stessa. Perché quella piccola creatura è te stessa.
E’ una piccola S****** che ti ama già. Ti ama perché è grazie a te che ora esiste e grazie a te se mangia, beve e può sentire le tue e le mie parole; e sarà sempre grazie solo a te se tra poco potrà vedere la luce del sole e potrà sorriderti amoroso e pieno di gratitudine. Perché, invece, vuoi buttare via tutto questo? Vuoi diventare il boia non di un essere spregevole che ti ha abbandonata in un momento delicato, anche se stupendo, ma di un esserino indifeso. Che crede in te. Che ti ama. Che desidera te per vivere e per diventare il tuo futuro, la tua speranza e la tua unica vera e profonda gioia.
Uccideresti chi ti chiede di farlo vivere per amarti? Credi davvero di vendicarti su quel piccolo miracolo che Dio ti ha donato per salvare te stessa da te stessa, invece di nutrire amore anche verso chi ha contribuito in questo modo a far di te una meravigliosa mamma?
Mi hai chiesto di aiutarti a farlo diventare grande e felice e così ho fatto: ad oggi ci sono sottoscrizioni che ti garantiscono almeno 1285 Euro al mese, per oltre 18 mesi dopo il parto, promessi dai tuoi più cari amici e dalle tue più vicine amiche. Oltre a questo avrai una stanza nel convento dove presto spero di esserti accanto: e sarai libera di studiare e di seguire lo sport e di vederti con chi tu più desideri (escluso solo il fare sesso in cella).
Avrai vestitini e il passeggino. E la culletta e tutto ciò che mia sorella potrà darti (forse solo in prestito, non so bene). Potrai farlo crescere ed educarlo come Dio ti proporrà e come tu deciderai per il meglio per lui o lei. Ti chiedo solo questo per la nostra amicizia: non togliere la vita a chi te la chiede; abbi pietà del frutto del tuo amore carnale. Sono disposta a donare la mia vita in cambio della sua: se non lo vorrai più (quale madre non desidera stare con la proprio creatura?) lo potrai dare a me e ti prometto che lo crescerò come se fosse mio, ben sapendo che sarà solo grazie a te che è in vita. Aiutami ad aiutarti,
S*****. Abbiamo fatto tantissime cose insieme ed abbiamo vissuto esperienze indimenticabili te ed io: non buttare via tutto questo insieme al tuo angelo che tieni dentro il pancino.
Conosci molto bene me ed il mio carattere pieno di difetti e di brutture, ma sai che la mia vita è per i bimbi, per la vita, per la gioia e la serenità di chi mi sta intorno e di chi è più lontano. Sai bene che questa è e sarà la mia vita. E sai che anche io conosco molto bene te e come hai sempre negato l’amore quando ti è stato chiesto.
Non si vive solo perché si ha un bellissimo corpo o un bel cervello, ma perché esiste un cuore che batte. Sì, un cuore. Ora hai due cuori che battono e che amano. Se ne uccidi uno avrai ucciso anche l’altro. E ne ucciderai anche un terzo cuore: il mio! Con amore, con rispetto e con forte decisione a salvare ogni vita, la tua amica per sempre, alice

venerdì 3 ottobre 2008

Ultimi sms di un angelo

Tra gli ultimi sms inviati da Alice (i riceventi sono omessi e le parole rese comprensibili, non abbreviate. The2towns):
Non spezzare le ali ad un angelo: quando avrai bisogno di lui non potrà aiutarti e rimarrà per sempre triste
Il sorriso. Nessuno è così ricco da poterne fare a meno. Nessuno è così povero da non meritarlo. Nessuno ha tanto bisogno di un sorriso come chi non sa darlo
Sono arrivata adesso: qui è tutto stupendo, troppo bello per essere vero! Sono solo stanca e fortemente stressata, ma mi riprendo presto. Un grosso bacio
Ti rispondo così in ritardo perché sono quasi sempre in bagno: quasi certa: ancora sangue nel vomito. Oggi ripartiamo. Anch’io ti voglio bene Vale ma NULLA di fisico! Ieri: w 4-1. Bacio bella

venerdì 26 settembre 2008

Gli angeli.... quotidiani

Sono giorni un po' difficili per me, per tante ragioni. Ieri sera, dopo cena, mi sono vista un dvd, ma poi non avevo ancora sonno e così mi sono messa a rileggere delle lettere che ci spedivamo io e la dolce Alice. Ho imparato cose che all'epoca avevo ben chiaro: - in italiano si usano le lettere maiuscole per i nomi propri di persona, per i giorni della settimana e dei mesi - mai scrivere parolacce, perché se ne scrivi una significa che nel tuo linguaggio quotidiano ne dici almeno 10 (beh, io anche 15 o 20. Opsss) - se si usano i puntini di sospensione (...) questi vanno rigorosamente tre alla volta (negli sms invece ne metteva due!) - a fine lettera bisogna salutare e firmarsi (questo lo faccio sempre: chi mi conosce meglio lo sa) Poi tra le mani mi è capitata una e-mail di Valeria che mi ero stampata per rileggermela "in seguito" che spiegava le ore pazzesche successive alla notizia della morte di Alice. Alcuni brani:
...la madre era sconvolta dal pianto e guardava sempre in basso chiedendosi a bassa voce "perché proprio a noi, perché?"... ...il padre era sparito e solo il giorno dopo ho saputo che è stato impegnato a evitare che uscisse la notizia su nessun giornale.... ....mi dissero che addirittura rincorse il dott. Xxxxxx e con un dito sotto la gola gli urlò di sparire e di non scrivere nulla di nulla..... .....il telefono [del padre] sembrava bollente da quanto lo usava e da quanto fiato metteva per urlare ora minacce ora elargizioni di regalie.... ...sempre al fine di evitare "lo scandalo": può la morte di una figlia fare scandalo? Perché secondo te? Io ci ho pensato a lungo su e mi sono data un numero di risposte impressionante ma nessuna mi è sembrata tagliata sulla veste di Alice. il MIO Amore non meritava quella fine: ha studiato seriamente e duramente per tutta la vita per lasciarci da sola, lontana dai genitori e da me. ......... Ho raccolto delle cose interessanti e ancora di più esigo di sapere e so anche come pretenderlo. Hai presente il Cavallo di Troia? Io sarò ancora più troia di quel cavallo....
Poi si dilungava su particolari che ritengo non significativi. Io non credo di avere mai visto il padre di Alice ma saperlo che correva "goffamente e con la pancetta che ballava" per fermare chi voleva notizie su "quella bambina brianzola" (quando Alice odiava essere chiamata "bambina") "morta in vacanza" A due anni di distanza certe cose fanno ancora molto male, però una certa vena pittoresca Valeria ce lo ha regalata

martedì 23 settembre 2008

I 2 angeli

Due Angeli viaggiatori Due angeli mentre viaggiavano si fermarono per trascorrere la notte a casa di persone benestanti. La famiglia era sgarbata e si rifiutò d'alloggiare gli angeli nella stanza degli ospiti. Diedero invece agli angeli una piccola stanza fredda nell'interrato. Mentre si prepararono il letto sul pavimento duro,l'angelo più anziano vide un buco nel muro e lo riparò. Quando l'angelo più giovane chiese il perchè, l'angelo più anziano rispose,'Le cose non sono mai quelle che sembrano.' La notte seguente la coppia si fermò presso la casa d'un contadino e sua moglie molto poveri, ma molto ospitali. Dopo aver condiviso il po' di cibo disponibile, fecero si che gli angeli dormissero nel loro letto così permettendogli d'avere una buona notte di riposo. Quando il sole si levò il mattino seguente gli angeli trovarono il contadino e sua moglie in lacrime. La loro unica mucca, il cui latte era la loro unica fonte di guadagno, era li che giaceva morta nel campo. L'angelo più giovane s'infuriò e chiese al più anziano come aveva potuto permettere che ciò accadesse?Accusandolo disse, il primo uomo aveva tutto e l'hai aiutato. La seconda famiglia aveva poco ma era desiderosa di condividere tutto e gli hai lasciato morire la mucca.'Le cose non sono mai ciò che sembrano', rispose l'angelo più anziano. 'Quando eravamo nell'interrato della grande casa, ho notato che nel buco c'era conservato dell'oro. Visto che l'uomo era così ossessionato dall'avidità e non era tanto desideroso di condividere la sua fortuna, ho sigillato il muro così non lo troverà mai più.'Ieri sera mentre dormivamo nel letto del contadino, l'angelo della morte venne per prendersi sua moglie. In sua vece gli ho dato la mucca.'Le cose non sono mai così come sembrano.'A volte è esattamente ciò che accade quando le cose non vanno così come dovrebbero.Se hai fede, c'è bisogno di credere che qualsiasi cosa accade è a tuo vantaggio. Forse non lo capirai se non più tardi... Delle persone vengono nella nostra vita e vanno via Altri divengono amici e rimangono per un po'... lasciando delle orme nei nostri cuori... e noi non siamo mai più gli stessi perché abbiamo trovato un buon amico!! Ieri è storia. Domani un mistero. Oggi è un dono. Ecco perché si chiama presente! L'oggi penso sia speciale... vivi e assaporane ogni momento... Non è un vestito da provare!