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giovedì 15 agosto 2013

Ti chiedo un favore grande...

A te che stai leggendo, ti chiedo un grosso favore:
una preghierina per la mia gemellina Alice. Ed una, più piccola, per me.
Oggi, stamattina alle ore 8.30, di 7 anni fa mi lasciava la mia gemellina stupenda: lei andava a incontrare il Padre di tutti noi; io rimanevo sulla Terra a cercare i modi per raggiungerla...
La storia non te la racconto (già troppe volte ti ho annoiato con questo) ma ti ringrazio del favore che mi hai fatto condividendo con te questo "scritto" di Alice, proprio oggi che festeggiamo la Madonna che sale al Cielo.
(l'ho definito "scritto" perché non so se devo definirlo pensiero, o preghiera, o canzone o approfondimento o... non lo so: forse una "illuminazione", visto ciò che le è successo da lì a poco).

MADRE, IO VORREI...
Io vorrei tanto parlare con Te di quel Figlio che amavi:
io vorrei tanto ascoltare da Te quello che pensavi
quando hai udito che non saresti più stata tua e questo Figlio che aspettavi non era per Te...
Io vorrei tanto sapere da Te se, quand'era bambino, Tu gli hai spiegato cosa sarebbe successo di Lui.
E quante volte anche Tu di nascosto piangevi, Madre,
quando hai capito che presto l'avrebbero ucciso per noi.
Io ti ringrazio per questo silenzio che resta tra noi.
Io benedico il coraggio di vivere sola con Lui.
Ora capisco che, fin da quei giorni, pensavi a noi,
per ogni figlio dell'uomo che muore, ti prego così...

venerdì 16 marzo 2012

Ecco come la RAI spende i soldi del canone: una vergogna!!

Una vergogna grande come una casa, come la sede RAI a Roma. Ecco come il Direttore di RAI4 risponde alle critiche mossegli da un giornalista poiché ritiene poco edificante mostrare in RAI, in un orario mattutino (e quindi accessibile anche a minorenni), rapporti omosessuali espliciti; o rapporti di donne con più uomini!
Roba da giornaletti pornografici, non da chi usa i soldi pubblici degli italiani!
Ascoltiamo come i sinistri al potere diano del "fascista" a chiunque osi dire ciò che pensa: vergognoso!
Ma smettiamola, smettetela, di pagare questo furto "legalizzato"!

Clikka qui per ascoltare la telefonata tra il direttore di RAI4, Freccero, e un giornalista di Libero, Borgonovo

giovedì 17 novembre 2011

Una preghiera tristissima

Riprendo un vecchio "post" per dare un altro contributo in merito.



Mia sorella Alice doveva essere stanca dentro, quello che io chiamo "a pezzi", per scrivere:

Sempre più spesso mi accade di non sopportarmi più.
Come posso chiedere agli altri di starmi vicino se anche io vorrei fuggire lontana da me?
Gesù non mi abbandonare anche Tu: perdonami e aiutami a seguire le Tue orme, ovunque esse vadano.
Io ti amo!



Ecco, la cosa che balza più agli occhi di chi la conosceva bene (nelle cose da lei scritte, ma soprattutto in come parlava), lei non usava mai il pronome "io": era come se lei venisse sempre dopo, o non ci fosse proprio; invece, in questa che potremo davvero definire preghiera (comunicazione con il Creatore) notiamo la frase "io ti amo", come se volesse imporre la propria persona, "io", non un altro "ti ama".
Come se volesse dire: "Dio, ehi Dio, qui ci sono io, sono io che Ti invoco, che ho bisogno di Te, che Ti amo"
E poi una frase che, a rileggerla meglio, mi terrorizza: "aiutami a seguire le Tue orme, ovunque esse vadano": la mia gemella sapeva dove andavano quelle orme? O dove sarebbe andata lei per seguirle?
Lo sapeva ma non aveva paura oppure aveva paura ed è per questo che chiedeva aiuto a Dio, proprio a Lui, per farsi aiutare a seguirLo?
Se fosse stata ancora viva glielo avrei chiesto di sicuro.
Mi manca una sua risposta in questo. Mi manca lei, ma intanto ho la certezza che è lei, mia sorella Alice, che non mi vuole con lei, almeno ora: vuole starsene "finalmente" in pace senza di me!

Mentre io, per esempio, sono sempre in mezzo, peggio del prezzemolo (anche se tento -azz, credetemi- ci tento davvero)  a diventare migliore seguendo il suo esempio.
O cercando di cogliere le cose che trovo "carine" di come scrivono gli altri: voi, per esempio, o Giada, o... altri amici, meglio se diplomati al classico (però, ammettetelo anche voi, se la tirano un po', non trovate?)

sabato 4 dicembre 2010

Siamo uomini (e donne) o caporali?

  Prendo spunto dall'articolo seguente per porre l'attenzione su una cosa davvero dolente: quando i superiori (come tra i laici anche all'interno della Chiesa c'è una lunghissima gerarchia, quasi militare) non sono attenti ai risvolti psicologici dei propri "sottoposti" o, ed è anche peggio, non conoscono quasi nulla di loro, dei loro problemi familiari, personali, le loro aspettative, i loro sogni ecc... fanno sempre e sicuramente dei danni, a volte anche irreversibili.

Ciò che è accaduto al diacono dell'articolo che leggerete (è una notizia di questi giorni, forse ne sapete più voi di me, sicuro) poteva accadere anche ad Alice: anche a lei hanno spostato di ben 6 mesi, prima, e dopo di altri 6 mesi, un importantissimo (per la Chiesa e per lei) momento (non ricordo se era la "vestizione" o una roba simile). Per Alice era una tappa fondamentale, era il poter finalmente diventare la "Fidanzata di Gesù" se non proprio la Sua sposa.

Alice visse questi intoppi in modo strano per il suo carattere (ma era già prossima alla morte e quindi, presumibilmente, aveva già altre sue difficoltà, diciamo più impellenti, più urgenti e sicuramente più pressanti e dolorose): interiorizzò il tutto, scrivendo solamente a se stessa (poesie, preghiere e sul suo diario segreto), per poi rimandare il confronto con gli altri (suoi amici, e parenti stretti) solo dopo le vacanze estive: aveva già appuntato a chi parlarne e cosa dire loro. 

Forse voleva essere certa che il rinvio fosse ufficializzato? O voleva sapere bene il motivo "reale" di questi schiaffoni (i motivi "ufficiali" erano: poca maturità per quel rito, prima; e poi il giungere a finire il Liceo, per il secondo rinvio)

La realtà sembra (alla luce dei fatti e delle cose che si sono sapute dopo) ancora più assurda.

Infatti sembrerebbe che i "reali" motivi che avessero spinto i "superiori" di Alice fossero un mix tra queste cose, e forse anche altre che io non vi aggiungo perché le ritengo minimali (ma forse mi sbaglio) o non ne ho in mano le prove provate:

1) la frequentazione (anche se forse era solo virtuale) di Alice con un signore sposato: lei gli voleva bene come (e forse più) di un fratello. Questo era molto mal visto dalla "capa" (credo si chiami Madre Superiora), che però per un verso la spingeva verso l'avere "rapporti con altri coetanei per capire se stava davvero la sua strada giusta era il diventare suora anziché madre e sposa" e dall'altra si scandalizzò quando mia sorella consegnò a mani di una sua amica suora un pacchetto (intonso, mai nemmeno aperto) di preservativi che Alice aveva acquistato in occasione del suo incontro con quest'uomo sposato (e oggi con una figlia, tra l'altro nata pochi mesi dopo la morte di Alice)

2) l'intercessione (malevola e subdola) di nostro padre. Ormai è accertato che mio padre lasciò un "obolo" a mani della Superiora (o della sua Tesoriera) pari a un assegno che dovrebbe essere stato di circa 20mila euroni. E questo per avere, in cambio, un freno a mano costantemente tirato a che non si arrivasse mai al "passo decisivo" (quello "senza ritorno"): un po' come nei "Promessi Sposi" ("quel matrimonio non s'ha da fare", ricordate?); ecco, qui non "s'aveva da fare" che mia sorella Alice diventasse suora

Breve parentesi: e poi ci dicono che hanno poche vocazioni? Azzarola, se chi si sente portato alla vita sacerdotale o monastica la inducono al suicidio o lo rimandano "sine die"... mi sembra una ben grande contraddizione! O mi sto sbagliando io? Chiusa parentesi


Vi sembra tutto assurdo? A me sembrava di sì, ma, crescendo, sto notando che siamo in un mondo che fa rimpiangere la jungla. Qui ci vendiamo i figli, vendiamo i loro sogni, chiudiamo in una scatola ermetica i loro progetti e la loro felicità e buttiamo via la chiave. Sembra che la gioia di qualcuno che ci sta vicino sia per noi una sconfitta, mentre il circondarci di frustrati, delusi e depressi sia un far emergere la nostra forza, la nostra bellezza come uomo o donna di successo, quello/a che non è felice (al pari di chi ci sta vicino) ma almeno ha i soldi, ha il "potere", ha la forza di poter o meno giocare con la vita degli altri....

Quindi, come non capire (anche se non giustificare) il gesto di questo povero ragazzo dell'articolo?

E come non ricordare, a noi stessi, prima che a "loro" (ai "capi" laici e a quelli e quelle ecclesiastiche), che è da falliti cronici affondare chi ci sta vicini per sentirci meno nani. Ed è da vigliacchi all'ennesima potenza fare questo di nascosto, adducendo motivazioni "elevate" (quesi celestiali), rivolte esclusivamente al bene della persona colpita, non certo a meschini giochi di potere e di denaro!

Preghiamo anche per la sua santa anima, amici. Grazie

 

 

Non diventa sacerdote,
giovane diacono suicida:
"Sono fragile, scusatemi"

di Redazione
Luca Seidita si è suicidato lanciandosi dalla Rupe di Orvieto dopo che era arrivato il "no" alla sua ordinazione a sacerdote. La Santa Sede: "Non era maturo per diventare sacerdote". Ma monsignor Scanavino: "Per me era pronto"
Terni - Un giovane diacono si è suicidato lanciandosi dalla Rupe di Orvieto dopo che era arrivato il "no" alla sua ordinazione a sacerdote. Proprio oggi la diocesi orvietana aveva reso noto che la sua ordinazione era stata fermata "per diretto intervento della Santa Sede". "Sono fragile - ha scritto il diacono in una lettera lasciata in camera sua - chiedo perdono".
Il ritrovamento del cadavere Luca Seidita si è lanciato ieri sera, tra le 21,30 e le 22, dalle mura medievali di Orvieto, da un’altezza di 30 metri. A trovare il corpo è stato un passante che portava a spasso il cane. Gli accertamenti sono svolti dai Carabinieri, coordinati dalla procura di Orvieto. Ieri sera il sostituto Flaminio Monteleone si è recato sul posto insieme ad un medico legale e ai vertici locali dell’Arma. I primi accertamenti avrebbero evidenziato sul cadavere lesioni dovute alla caduta ma non segni di violenza di altro tipo. La salma è comunque a disposizione della magistratura, che in giornata deciderà sull’autopsia.
La lettera del diacono In una lettera lasciata nella sua camera nella curia orvietana, il diacono ha spiegato di essersi suicidato per il diniego a diventare sacerdote. La lettera è stata scritta al computer, ma secondo gli inquirenti non ci sono dubbi che l’autore sia stato il diacono. Nessuna incertezza - ha confermato il procuratore - anche sul fatto che Seidita si sia suicidato. "Volevo diventare sacerdote e tutta la mia vita è stata dedicata a questo, ma mi è stato negato", così il diacono ha sintetizzato il motivo che lo ha indotto a togliersi la vita.
Santa Sede: "Non era maturo" Secondo la Santa Sede Seidita "non era maturo" per diventare sacerdote. A rivelarlo è stato il vescovo di Orvieto, monsignor Giovanni Scanavino, parlando di "divergenze di valutazione" con i dicasteri romani. "Per me era pronto a diventare prete", ha sottolineato monsignor Scanavino.

martedì 30 novembre 2010

I veri valori

Non abbiamo speranza di vivere sereni e di fare alcun percorso sensato e costruttivo se ci manca anche solo una delle nostre quattro "zampe magiche" che, insieme, ci permettono addirittura di volare: AMICIZIA, AMORE, FEDE, FAMIGLIA

Se poi trovo, in giro da qualche parte, cosa Alice intendesse per ognuna di questa "zampa magica" ve lo posto.
Credo ne avesse parlato quotidianamente, però per non scrivere stupidate voglio copiare esattamente cosa lei intendeva....

lunedì 29 novembre 2010

venerdì 26 novembre 2010

ehi, questa ve l'ho già scritta?

Veniamo da Dio e andiamo a Dio, attraverso l'amore  

 Cavoli, mi sa che ha risolto secoli di discussioni filosofiche sulle domande tipo "da dove veniamo?", "dove andiamo?", ecc ecc...

O no?
Mi rivolgo a chi, sfortunato come me ha fatto il liceo scientifico (ma forse anche al classico e in altre scuole superiori) dove si fa filosofia "sul serio" e per arrivare a uno striminzito 6-- ci sono voluti ben nove mesi di studio.
Praticamente tutto l'anno scolastico

Avrei dovuto leggere prima il diario di mia sorella ;)
Eppure, già all'epoca glielo rubato e andavo a leggermelo in bagno. Poi glielo rimettevo a posto ma.... chi sa come mai se ne accorgeva sempre...

Il trucco (lo dico per le bimbe che hanno diari segreti e vogliono sapere con certezza se questo viene letto solo da lei o meno) è mettere un sottilissimo capello (meglio se corto e biondo, simil-trasparente) a cavallo tra la copertina e la prima pagina, che queste, chiudendosi, appena appena lo pinzano. Il primo che lo prende nemmeno si accorge di questo stratagemma e ha già perso il silenziosissimo antifurto.

Ingegnosa la sorellina, non trovate?

martedì 23 novembre 2010

Dal diario segreto di Alice

Martedì 19 Aprile 2005


.... omissis...


Mi sbizzarrisco a chiederGli cose sempre più strane.
Stanotte lo pregherò perché mi canti la ninna nanna; dopo tutto Gli fa piacere essere chiamato, dato che è sempre lì per questo. Più Lo chiamiamo più Lo rendiamo felice. Perché vuol dire che pensiamo a Lui, che gradiamo i doni che Egli ci ha fatto.
Ma noi spesso siamo troppo orgogliosi per riconoscere quanto abbiamo bisogno di Lui. Ci è indispensabile, ma preferiamo romperci la testa contro un muro piuttosto che ammetterlo.
Bisogna che siamo in grave pericolo, in un'autentica situazione di emergenza, per deciderci a invocarLo. Allora ci ricordiamo all'imrpovviso della Sua esistenza. E lui viene. Non ci lascia soli anche se forse è proprio quello che ci meriteremmo. Gli facciamo grandi promesse e Lui sa benissimo che non saremo capaci di mantenerle; eppure, sorridendo, ci allunga una mano.
Appena fuori dai guai ci scordiamo di nuovo di Lui ed Egli torna sulla Croce ad aspettare.
Per questo mi fa pena: è così solo.
Vieni a cantare con me stasera, Signore, ci faremo un po' di compagnia...

sabato 20 novembre 2010

La via del ritorno

Dal libro delle preghiere di Alice.

Signore, Ti prego per quelli che tornano: fa' che non rientrino dalla porta di servizio. Aiutali affinchè sia un ritorno glorioso tra trombe e campane a festa.
Signore, Ti prego per i militari che tornano insanguinati dalle loro missioni e per coloro che tornano impolverati dalle pulizie pasquali. Ti prego per coloro che tornano a casa e per coloro che non hanno più una casa in cui tornare.
Tornare è anche più difficile che partire. Signore, aiuta tutti quelli che tornano: aiuta chi torna dal carcere e in carecre; chi torna vittorioso e chi sconfitto; chi torna stanco chi arriva riposato; chi torna da grandi feste e chi entra senza fare rumore, sommessamente.
Signore, Ti prego per tutti i ritorni. Ti prego per il ritorno nell'alba, nel crepuscolo trasparente o nella notte più profonda. Ti prego per quelli che tornano nella gioia e per quelli che tornano disperati.
Ti prego per quelli che volevano tornare e per qulli che non hanno dovuto. Ti prego anche per chi non sa più quale sia la via del ritorno.
Ti prego per il ritorno di nonna Attilia e Ti ringrazio.
Ti prego per quelli che tornano nella gioia e per quelli che torneranno domani.
Fa' che questi ritorni non assomiglino ad una resa.
Signore fa' che anche il mio ritorno sia coerente. Fa' che, allora e come sempre, io scelga la strada più difficile.
Signore fatti trovare sulla porta al mio ritorno e aiutami a non sbagliare la strada che conduce alla Tua casa 

venerdì 19 novembre 2010

Dal diario segreto di Alice

Giovedì 14 Aprile 2005
.... omissis ....

A ricreazione la Simo mi ha chiesto: "come è possibile che Dio, che tu dici essere tanto buono e che può fare tutto, ha creato anche un mondo così irrazionale, ricco di dolori immeritati, di torti impuniti e di tanta stupidità umana?
Mi ha presa alla sprovvista e aveva già suonato la campanella e così le ho risposto solo questo, però adesso devo approfondire e risponderle meglio. E' una buona amica e vorrei aiutarla ad aprirsi all'amore che Dio ha già pronto per lei.
"Dio non ha creato niente di stupido, di irrazionale e di brutto. Siamo stati noi, uomini, a rifiutare la nostra stupenda prima destinazione e abbiamo inventato il dolore, la solitudine, la morte, la follia, la cattiveria, la disgregazione....
Il Dio del mondo che nasce, del canto degli uccellini, dei bei fiori nei prati non poteva che creare bellezza perfetta, bontà assoluta e totale perfezione

... omissis ...

venerdì 29 ottobre 2010

Preghiamo con Alice (una pagina di diario, 2005)

... il mio Dio è molto simpatico perché ha un grande senso dell'umorismo. Poi ha un'altra grandissima dote: mi capisce al volo e non si scandalizza mai.
Va sempre in fondo alle cose e non si ferma alla superficie.
Si rivolge a me nel modo più consono al mio carattere,  perché io possa capirLo bene.

giovedì 28 ottobre 2010

Il Signore ci vuole santi, non eroi

Il Signore ci vuole santi, non eroi.
L'eroismo può essere di un momento, mentre la santità è un eroismo molto più difficile, quello di ogni istante, di ogni giorno, di tutta la vita. Insomma è un eroismo quotidiano che confina e si fonde con la santità.
Per questo mi piace il Cristianesimo, perché è battaglia, sconfitta, ma anche vittoria, paura superata, gloria, avanzata ed attacco per conquistare una cosa alla quale tutti teniamo molto: la felicità. Una felicità vera ed eterna che non ci sfugga tra le mani quando ci sembra di averla finalmente raggiunta.
Se Dio è arrivato al punto di morire per noi significa che ci ama. 
Solo per questo noi dobbiamo ricambiare il Suo amore per noi. E' una cosa allo stesso semplice e difficilissima: basta amare Lui e i nostri fratelli, o meglio, Lui negli altri uomini.
Tutto il Cristianesimo è basato sull'amore. Amare non è facile: ci sono delle persone verso le quali ci volgiamo istintivamente con affetto, ovvio, perché si fanno amare, ci ricambiano e ci sono sempre vicine. Ma ce ne sono molte, molte altre, quasi tutte le altre, con cui parlare di amore può sembrare una pazzia.
Dovremmo prenderci l'eroica decisione di amare volontariamente di un amore ragionato.
I Santi dicono che ci si fa l'abitudine!!! 

lunedì 16 febbraio 2009

Poesia: SEGRETI


Dal diario segreto di Alice (6 Maggio 2006)





SEGRETI

Dolce Lachris mio
Lo dico solo a te
Ciò che ha detto Dio
Che sta accadendo a me:

Non un fatto di sangue,
Anche se di gran dolore,
Nè persona che langue
Di fame o di amore.

Sento il mare in lontananza
E sirene forti, quasi addosso;
Io chiusa in una stanza
E muovermi non posso.

E’ mattina ma scuola non c’è
E non è giorno di festa.
Strano, per una come me
Che non ha altro per la testa.

Perché qui? Non lo so,
Ma qualcuno mi accarezza.
Ed è strano, però.
Mi piace questa ebbrezza!

La vita sulla Terra
È cosa buona e molto bella,
Ma è come fiore in una serra
Che sogna d’esser stella.

Dolori acuti ma non piango,
Rimane tutto dentro me:
La voglia d’uscire da questo fango
E quella di tornare a Te.

Lachris mio, tieniti forte:
Non so quando sarà
Ma questa la chiamano Morte
Ed io sono pronta già.

Metrica: poesia in rima ABAB


Nota (da parte di Flaviaccia):
"Lachris" era il nomignolo che Alice dava ai suoi diari segreti (specie gli ultimi, dal 2002 al 2006), derivante da "Lacrima Christi", ovvero "la lacrima di Gesù": Alice pensava di essere una piccola, piccolissima lacrimuccia del "suo" Sposo, Gesù...

mercoledì 22 ottobre 2008

Dal diario segreto di Alice: 7 agosto 2006

Otto giorni prima della sua morte e tre giorni prima di essere ricoverata, Alice scriveva:
Diario del 7/8/2006
Mi sono chinata sul mio angelo per accarezzarlo e mi ha scacciata piangendo. Il mio cuore soffre e la mia testa sta impazzendo: sto male e ho fame. Non desidero essere la schiava del mio stomaco ma la fisicità urla ed io la sento. Perché non urla anche l’anima e mi illumina su cosa mi sta accadendo? Perché anche chi mi hai donato per stare sempre con me mi manda via? Cosa sto facendo di sbagliato? Non c’è aria e sono sempre più sulle ginocchia. E queste le chiamano vacanze? Non vedo l’ora di riprendere la scuola… E finirla con un voto discreto e… sperare non mi rimandino ancora l’inizio della mia stupenda vita tutta dedicata a Te!

Nota (a cura di Flaviaccia):
"l’inizio della mia stupenda vita", cioè un ulteriore passo verso il diventare suora (Alice lo chiamava con un nome ben preciso ma io adesso non lo ricordo: noviziato???)

mercoledì 8 ottobre 2008

Dal diario segreto di Alice

Martedì 5 Marzo 2002

Sono felice! Sono proprio tanto, tantissimo felice!!! 
Da oggi sono ufficialmente la fidanzata di Gesù. 
L’ultimo incontro (ultimo?), con tanto di domande “strane” e “colloquio” a sorpresa con il Vescovo, mi ha ufficializzata. Presto (mesi? Anni?…), molto presto, inizierò la strada per diventare Sua sposa e sarò ancora più felice di oggi. 
Desidero vivere 100 anni (se non 1000) per poter parlare al Mondo intero (tutti…ssimi!) e dire cosa ha fatto Gesù per noi tutti. E cosa sta ancora facendo per noi e farà ancora in futuro, per la nostra salvezza. Per la nostra vita terrena e per quella vera, insieme a Lui. 
Da oggi prometto che sarò diversa: metterò sotto i piedi il mio caratteraccio; non sarò più la solita chiacchierona (inutile) e seguirò il mio futuro (e prossimo!) Sposo sempre, sempre, sempre… E quando sarò Sua sposa non farò come tante mogli che criticano, insultano e mettono in ridicolo il marito: vorrò essere una delle mogli esemplari! E starò sempre con il mio Sposo, sarò con Lui sempre amorevole e fiduciosa anche se dovesse donarmi una croce che mi sembrerà davvero troppo pesante… 
Problemi: 
==> come dirlo ai Gens?
==> e alle amiche? Quali?

Nota (a cura di Flaviaccia):
Mia sorella Alice usava un diario scolastico come suo diario segreto e, questo, a fine pagina aveva qualche riga destinata alle "comunicazioni scuola/casa" e lei usava questo spazio per inserire le problematiche e come risolverle; le cose da fare; cosa e come dire certe cose (come in questo caso).
Stranissmo che non vi fossero le risposte ai quesiti che si poneva (non avendo io in mano questa pagina non riesco a completarvi il quadro, peccato che Giada non ha ritenuto giusto mettere per intero la pagina del diario, magari scannarizzarla....)