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venerdì 11 maggio 2012

MARCIA NAZIONALE PER LA VITA

Carissima,
domenica 13 maggio parteciperò alla Marcia Nazionale per la Vita che si terrà a Roma.
Condivido gli obiettivi e le motivazioni dei promotori di cui ti giro l’appello affinché tu possa, a tua volta, divulgarlo coinvolgendo il maggior numero di persone possibile.
Ci vediamo domenica,
Maurizio Gasparri


APPELLO MARCIA NAZIONALE PER LA VITA
Cara amica,

mancano ormai pochi giorni alla Marcia Nazionale per la Vita. Domenica 13 maggio, alle 8,30, ci troveremo tutti a Roma, al Colosseo, pronti a sfilare per le vie della capitale per dire il nostro si alla vita e il nostro fermo e deciso no all'aborto e a tutte quelle leggi che minacciano il concepito e che attentano alla morte naturale.

Le ricordiamo inoltre che il 12 maggio, dalle 14,30 alle 19, presso il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum si terrà il Convegno "Chi salva una vita salva il mondo intero", mentre dalle ore 21 alle 22,30 nella Basilica di Santa Maria Maggiore vi sarà un'Adorazione eucaristica presieduta dal card. Burke in riparazione del crimine dell'aborto. Tutti sono invitati a partecipare. Per maggiori informazioni si può consultare il sito
www.marciaperlavita.it

La Sua presenza alla Marcia sarà fondamentale. La manifestazione risulterà decisiva per il futuro delle battaglie in difesa della vita. Più saremo, più il messaggio che lanceremo sarà influente sull'opinione pubblica e sul mondo politico. Noi non ci rassegneremo mai all'ingiusta legge 194 e lo grideremo a gran voce scendendo in piazza.

Con la speranza di ritrovarci tutti a Roma il 13 maggio, Le inviato i nostri più cordiali saluti

Il Comitato Marcia per la Vita
.

lunedì 14 marzo 2011

Giappone: commenta un nostro lettore

Un nostro lettore, Ingegnere nucleare di Messina, ci scrive:

Carissimi,
Queste ad oggi le prime considerazioni di Filipponi, [autore dell'articolo da noi appena pubblicato. NdR: Flaviaccia], uno che (a quel che mi sembra) se ne intende.
Delle 6 "unità" della "centrale di Fukushima" (ogni unità ha un suo reattore), 3 erano in funzione al momento del sisma. I reattori delle tre unità funzionanti, tutte spentesi automaticamente per effetto delle scosse, necessitavano comunque di raffreddamento (perché un reattore appena spento produce ancora -purtroppo- circa il 7% della potenza che erogava prima dello spegnimento). Mancando anche energia elettrica nella rete (quando i cavi elettrici aerei si rompono gli interruttori automatici tolgono tensione) le pompe di raffreddamento dei reattori hanno funzionato grazie all'energia elettrica prodotta da appositi generatori elettrici d'emergenza azionati da motori diesel (soluzione presente in tutte le centrali nucleari). La centrale é evidentemente vicina al mare e ne usava l'acqua per il normale raffreddamento: il "principio di Carnot" dice che per trasformare del calore in energia meccanica (come fanno le "turbine a vapore") occorre prenderlo da "sorgente calda" (il combustibile nucleare) e consegnarlo ad un "pozzo freddo" (in questo caso il mare): l'energia che si ricava é tanto maggiore quanto maggiore é la differenza di temperatura tra "sorgente" e "pozzo".
 Un'ora dopo (dice Filipponi) lo tsunami é entrato nella centrale danneggiando anche i diesel, cosicché il raffreddamento del reattore é cessato, l'acqua ormai ferma dentro il reattore, a contatto con gli elementi di combustibile, é salita di temperatura e di pressione. Per evitare che la pressione producesse rotture si sono aperte le valvole di sicurezza che scaricano vapore all'interno del "safety containment", cilindro d'acciaio che contiene sia il reattore che i circuiti di raffreddamento primari. Questo cilindro, progettato per resistere ad una pressione interna di 400kPa (400 chilopascal sono circa 4 atmosfere) rischiava di doverne sopportare 840, cioé oltre 8 atmosfere: quindi meglio sfiatare il contenitore di sicurezza che rischiarne la rottura. Gli scarichi son rimasti all'interno dello scatolone in cemento armato che a sua volta contiene il contenitore di sicurezza. Se il cemento armato, com'é quasi certo, s'era fessurato causa sisma, parte del vapore in esso contenuto (ormai in parte condensato e divenuto acqua raffreddandosi a contatto con gli oggetti freddi trovati via via) fuoriesce all'atmosfera. Molte informazioni mancano: in un BWR (Boiling Water Reactor, soluzione brevettata dalla General Electric, Usa) l'acqua che raffredda il reattore é normalmente un pò radioattiva (l'O16="ossigeno 16" dell'acqua, bombardato dai neutroni al passaggio entro il reattore, s'é in piccola parte trasformato in N16="azoto 16" debolmente radioattivo) e debolmente radioattivo é pure il vapore che l'acqua produce. Ma se lo scarico del vapore é avvenuto troppo tardi, cioé quando già parecchi elementi di combustibile, ormai emergenti dall'acqua (il cui livello nel reattore si abbassa man mano che essa si trasforma in vapore) si sono fusi, allora molti "prodotti della fissione" dell'Uranio (e cioé Cesio, Iodio, Kripto, Xeno, ecc tutti radioattivi) sono finiti nell'acqua e nel vapore e han cominciato a diffondersi. Diversamente da Chernobil, però, qui le 3 barriere (reattore e circuito di raffreddamento; contenitore di sicurezza; scatolone di calcestruzzo) non si sono distrutte, quindi le fuoriuscite, più o meno radioattive per quanto detto sopra, non sono del tutto fuori controllo.
C'é poi stata (han detto) un'esplosione, cui probabilmente sono dovuti sia l'unico decesso lamentato finora, sia la più consistente rottura d'uno dei 3 scatoloni in cemento delle 3 unità. Sembra che l'esplosione si sia prodotta perché l'acqua, a contatto con oggetti caldissimi, ha sviluppato idrogeno che é esplosivo appena trova l'ossigeno dell'aria.

Tenuto conto del numero di vittime dovute a fenomeni "non nucleari" (diverse diecine di migliaia), finora si può dire che le centrali nucleari (1 morto e 11 contaminati) han risposto bene. Vedremo come andrà a finire.
Vi ricordo che il terremoto di Messina del 28 dic 1908 (potenza circa 100 volte inferiore) fece 150.000 morti, 90.000 a Messina e provincia, 60.000 a Reggio Calabria e provincia.
Un certo progresso c'é stato!

lunedì 15 novembre 2010

Lo strano mondo dell'università..


Raccolte in giro tra amici universitari del mio e di altrui Atenei.
 

                Appello estivo. Esame di Analisi I. Una studentessa vestita (si fa per dire) con minigonna vertiginosa e canottierina trasparente (non ero io, giuro!!! E poi faccio un'altra Facoltà) si presenta all' esame. 
           Alle domande risponde con un sacco di stronzate, è una tragedia!, mettendo pero' abbondantemente in mostra le sue grazie. 
           Terminato l'esame il prof. davanti a tutta la popolazione studentesca in attesa del giudizio se ne esce con la deliziosa frase: "Signorina, in questo esame si e' visto molto ma sentito ben poco, torni al prossimo appello."



                 "Una domanda facile. Qual era lo strumento usato nel barocco come accompagnamento dei Madrigali Guerrieri di  Monteverdi?"  
La studentessa con faccia a punto interrogativo volge lo sguardo verso l'assistente che per aiutarla mima v-i-o-l-a con le labbra. 
Non le pare vero... Si affretta a rispondere. "Viola!!"  
Il professore solleva lo sguardo dal verbale che sta compilando, la guarda di sottecchi e con voce glaciale aggiunge "Viola da gamba o viola d'amore?" e torna a scribacchiare. 
L'assistente, non visto dal professore, fa un cenno alla studentessa e indica con il pollice verso in basso ad indicare le gambe, ma lei troppo precipitosa "... d'amore!!"



                 Accaduta ad un esame di Letteratura greca, e, dopo che la tipa non aveva aperto bocca ma aveva fatto vedere molto e fumato ancora di più, il prof la congedò con la frase che Enea pronuncia alla sua partenza da Ilio, ossia "Addio Troia fumante"




                 Esame di Analisi all'universita' di Milano, alla fine dell'esame il professore dice che il tempo sta 
per scadere e di consegnare i 
compiti scritti. 
A tempo scaduto, uno 
studente se ne sta 
tranquillo a continuare 
il suo lavoro. 
Il  professore imbestialito gli dice che 
non avrebbe più 
accettato il suo compito... 
Lo studente si alza, tranquillamente, 
si presenta davanti alla cattedra dove e' sistemata
la pila di compiti consegnati e dice serafico al  professore: 
"Lei non sa chi sono io...".
Il professore, ancora più incazzato, urla: "NOOO! Non so chi sia lei e non me ne frega niente!!".  
E lo studente: "Come immaginavo...." e infila il suo compito nel mezzo della pila degli altri compiti....



                 Appello di Diritto Privato. Una tipa fa un'interrogazione più che perfetta e il prof (il piu' stronzo di tutti, a sentire le voci) congratulandosi con lei le dice che darle 30 e lode e' poco... allora si sfila il Rolex e le dice di accettarlo per ricordo. Lei, dopo lunghi tentennamenti, si lascia convincere, prende l'orologio e porge il libretto, sentendosi dire: "Signorina, lei ha accettato la donazione di un bene di valore non modico: dovrebbe sapere che ci vuole il contratto scritto. Si ripresenti al prossimo appello"



         Esame di Anatomia, il Prof. Oliva,  chiede allo studente: "che forma hanno i testicoli?"
Risposta dello studente: "I testicoli hanno forma di... oliva" (risatina tra se e sè)
Prof.: "allora mi parli dell'anuria" 
Stud.: "bene, l'anuria... l'anuria... certo!, l'anuria e' quella condizione  patologica in cui le urine vengono escrete dall'intestino, attraverso il  retto" 
Prof.: "certo! e la penuria allora e' la condizione normale nell'uomo..." 



                  Esame di Anatomia, il prof. Passaponti, si racconta, interroga la signorina di turno e le chiede la lunghezza media del pene.  
La signorina di turno si confonde e spara una dimensione esagerata, al che il prof, placidissimo, ribatte: "Signorina, lei non ha studiato. Comunque le posso assicurare che la signora Passaponti si e' accontentata di molto meno".



                 Università di Pavia, facoltà di Ingegneria, 
corso di Analisi I (1992), tra i presenti 
c'era anche il 
sottoscritto.
L'esercitatore, che sta illustrando 
alla lavagna lo 
svolgimento di un esercizio 
si interrompe 
improvvisamente e posa il gessetto.  
"Scusate, ragazzi, torno subito", dice, 
quindi parte sparato ed esce dall'aula, 
dimenticando acceso il radio-microfono. 
Tutti noi nell'aula possiamo udire distintamente, attraverso gli altoparlanti, i suoi passi sempre più veloci lungo il corridoio ed il suo respiro sempre più affannoso. Addirittura, qualcuno che lo incrocia lo saluta e cerca di parlargli, ma lui lo liquida con un "Dopo!, Dopo!, Ora non posso!".  
Seguono, chiaramente udibili: rumore di porta sbattuta,  
cerniera zip in movimento, sfregamenti di stoffa contro il microfono, rumore di corpi solidi in impatto 
con l'acqua, altri sfregamenti e sospiro di sollievo.  
Di lì a un paio di minuti, la persona in questione ricompare 
in aula, visibilmente rilassata, salutata da 3 minuti di applausi ed ovazioni. 
Ovviamente, non poteva fare altro se non mettersi a ridere pure lui, una volta spiegato il motivo di tanto entusiasmo.



                 Pare che un "famoso" professore abbia iniziato una sessione bocciando uno dietro l'altro i poveri studenti in questo modo: 
Prof, battendo piano la punta di una chiave sulla cattedra: "Cos'e' quest'oggetto?" 
Stud.:  "Una chiave..." 
Prof:  "Vada via!" 
Altro studente, solita domanda:  "Cos'e' ?" e la risposta "....una...chiave..." 
Prof: "Via anche lei!"  e così fino a che uno studente con la forma mentis di un legale risponde:  "Un oggetto contundente"
Prof.: "Bene, cominciamo l'esame...".




            Decima o quindicesima volta per cercare di passare un esame con una professoressa sulla sedia a rotelle e molto molto cattiva. La detta prof., riconosciuto l'allievo, gli fa domande impossibili, con conseguente non superamento dell'esame, ed alla fine gli dice:  "Giovanotto, lei questo esame non lo farà mai!"  ed il giovane risponde:  "Può darsi, ma lei non farà mai questo!"  alzandosi e mettendosi a saltare.  



Prof. [mostrando un mazzo di chiavi]: Dunque, giovinotto, mi dimostri che queste sono mie...  
Giov [preso malissimo]: ehm, si', quindi, ehm... 
Prof.: Allora, che aspettiamo? 
Giov: Io, dunq.. Aristotele.. ehm 
Prof: Se ne vada, torni al 
prossimo appello. 
Giov [mentre si alza si porta 
via le chiavi]: arrivederci! 
Prof: Ma cosa fa?! Dove va con 
le mie chiavi?!! 
Giov: Ah, ecco dimostrato che sono sue!! 
Prof: promosso.   



                  Gira voce che durante un esame orale ad Ingegneria a Pisa  sia entrata nell'aula la moglie del docente urlandogli: "TI HO DETTO CHE DEVI SMETTERLA DI ANDARE A TROIE!"... esame rimandato a data da destinarsi.



                 Il prof  voleva assolutamente che noi studenti ponessimo la massima attenzione alle unita' di misura: per spiegare l'importanza di avere ben chiaro il significato fisico delle unita' di misura disse (testuali parole) : '' ... che poi fate i calcoli sbagliati in fase di progetto e andate dal costruttore e vi fate fare una pompa da 1 cavallo e non vi rendete nemmeno conto dell'assurdità della cosa...''

 
·                    Professore:  "Se questa e' una domanda Lei mi risponda"
              Studente, dopo averci pensato un attimo: "Se questa e' una risposta LEI MI VALUTI"



                   Esame di Fisica.  Il professore e' noto per le sue domande terribili sui flussi. 
Prof: "Immagini di trovarsi su un treno che viaggia a velocita' costante, d'estate, senza l'aria condizionata, alle due del pomeriggio. Il finestrino e' chiuso e c'e' un caldo da scoppiare. Che cosa fa?"
Stud: "Mi levo la maglia"
Prof: "Si', ma c'è ancora caldo. Che cosa fa?"
Stud: "Mi levo i pantaloni"
Prof: "Ma c'e' ancora caldo. Che cosa fa?"
Stud: "Mi levo anche le mutande, ma quel cazzo di finestrino non glielo apro neanche morto!" 



                 All'inizio di una lezione sulle reazioni chimiche, il professore entra in laboratorio con due provette, un bicchiere e un pezzo di carne. Il professore fa 
gocciolare la prima sostanza sulla carne e si forma un buco.  
Poi fa la stessa cosa con l'altra sostanza e sulla carne si 
forma un altro buco. 
Poi mischia le due sostanze nel bicchiere e beve il contenuto 
del bicchiere. Non succede niente. 
Il professore poi spiega che quelle sostanze erano acido cloridrico
e soda caustica, che a contatto tra di loro hanno formato...
dell'acqua salata!


  

Si narra che il Prof. Paolo Silvestroni, autore del famoso testo di Chimica Generale, avesse l'abitudine di usare, durante le lezioni, un intercalare piuttosto volgare.  
 
Un giorno le ragazze che 
seguivano il suo corso 
si misero d'accordo: 
alla prima parolaccia
si sarebbero alzate 
per uscire in blocco 
dall'aula; 
i ragazzi, saputa la cosa, 
spifferarono tutto al Prof. 

Silvestroni entra in aula e fa "ho visto fuori della porta un elefante con un cazzo così lungo!" 
Le ragazze, come da accordo, si alzano e vanno verso 
la porta quando lui urla "...non correte! E' già andato via!"

sabato 21 novembre 2009

L'angolo dei lettori

Come mi arriva, la giro: è un allegato a una lunga mail.

Buon sabato notte a tutti.
By Flaviaccia.




I rischi della «democrazia» scolastica
Caro Severgnini,
giugno, tempo di risultati scolastici. Milano, due figli, scuola pubblica primaria, prima e terza. Il più grande non prova il minimo interesse per la scuola, fatica a svolgere i compiti e persino a capire quali siano. Tirerebbe a campare, dal punto di vista didattico, attirato (giustamente?) da tutto ciò che è altro rispetto alla scuola. Forse ha preso da me e, anche spinto da un impercettibile senso di colpa, cerco di motivarlo. Il più piccolo è il classico
outstanding, brillante, capace, determinato, va ben oltre i suoi doveri, scrive, legge e - addirittura - si pone come tutor per i compagni. Un primo della classe che, non per nulla, ha preso dalla madre. Il punto è: perché la loro pagella è identitica, costellata di buono e distinto? Perché in risposta ai miei sforzi motivazionali sull'impegno, il mio figlio grande trova un formidabile argomento nei giudizi non negativi presenti in pagella? Perché il mio figlio piccolo, non trovando riscontro reale nei medesimi giudizi, ha già espresso la considerazione «quindi anche se faccio meno prendo sempre buono e distinto come i miei compagni?». Non sarà, per caso, che la democrazia scolastica trasforma l'entusiasmo dei migliori in appagamento dei peggiori fin da piccoli?
Saluti,

Eligio Degli Angeli, degliangeli@fastwebnet.it

sabato 14 novembre 2009

La posta della settimana

Brutta giornata oggi, ma ve ne parlerò più avanti.
Sono cose che, purtroppo, si prolungheranno nel tempo e quindi temo che avrò molto tempo per parlarvene....

Meglio postarvi una lettera che proviene da una lettrice.
Milena scrive (a me ma, quando le ho chiesto se potevo pubblicarla, mi ha risposto positivamente: devo solo cambiarle il nome; quindi scrive anche a voi).

carissima Flaviaccia che ne dici di parlare anche di quelle donne picchiate dai propri uomini?
Hai letto di Rihanna che nel febbraio scorso era stata malmenata dal suo fidanzato Chris Brown?
Dice Rihanna ora: "Non perdonate, non seguite il mio esempio".
Chi subisce violenza da chi ama non deve "raccontarsi bugie". Deve capire che è finita. hai fatto una gran cazzata ma che devi mollarlo quel gran bastardo.
Tu cosa ne pensi bella mia?
Bisogna avere coraggio di reagire, specie se hai bambini da salvare. Non mollare mai.
Non si perdona, si va alla polizia, si denuncia e si denuncia sempre. Inoltre poi è meglio cercare di cambiare posto di allontanarti e di evitare di farti vedere e quindi di poter ricadere sulle tue posizioni. Questo io penso ma vorrei sentire cosa ne pensi te e se ne vuoi parlare più ampiamente nel blog.
Continua così sei fortissima
Tua amica

***************************
Cosa ne penso io?
A me i maschi mi hanno messo le mani addosso poche volte per farmi male perché ho sempre reagito.
L'ultima volta è stato mio cugino, un armadio di uomo.
Lui voleva "solo divertirsi" con me (parole sue di pochi giorni fa) ed io gli ho tolto il divertimento. E anche la voglia di vivere con una ginocchiata sui marroni da lasciarlo al pub di Genova in ginocchio. Forse era ancora là quando ci risiamo sentiti gironi dopo...
Ma capisco che se ti mette le mani addosso chi ami, e per di più se hai bimbi da salvare, devi andartene.
Mollare tutto. Prendi i bimbi e vai dai Carabinieri (ritengo, forse a torto, siano migliori della Polizia): fai denuncia e re-inizi una nuova vita. Meglio se un po' distante da prima, togliersi dalla vista, dai ricatti, dalle suppliche di ricominciare, dai "ho sbagliato, perdonami, cambierò"...
Si, cambierai. Hai già cambiato, direi io. Hai cambiato partner/moglie/fidanzata/ecc... ora cercatene un'altra che sopporti come vittima sacrificale un carnefice in casa, nel tuo letto.
Proprio come dicevi tu, amica cara...
Nella Bibbia riporta il passo di uno che doveva uccidere proprio figlio per sacrificarlo a Dio.
Poi Dio è stato buono e, quando ha visto che l'amore verso Lui era più grande dell'amore verso il proprio figlio, lo ha salvato mandando degli angeli a togliergli il coltello dalle mani.
Ecco, io vedo quel bimbo innocente che sta per essere ucciso da suo padre, da quello preposto (per natura, per amore e per ruolo) a proteggerlo, ad aiutarlo in ogni piccola o grande difficoltà; dicevo: vedo come quel bimbo la figura della donna percossa sia fisicamente che moralmente dal proprio uomo, da chi ha promesso di amarla e difenderla da tutto e da tutti. Ma non da se stesso, evidentemente: per gelosia, per pazzia o solo per stupidità non importa. Queste persone vanno additate, denunciate, messe in condizioni di non delinquere più!
Un forte abbraccio a te e a tutte le donne nelle tue condizioni.
Flaviaccia

giovedì 22 ottobre 2009

Gli invasivi

Come promesso (ogni tanto le promesse le mantengo anche io) il giorno che sta per iniziare è quello destinato alle vostre email.
Non ho faticato a sceglierne una visto che fino a stasera ne ho ricevute solo 2 da voi.

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Cara Flaviaccia le cose devi scriverle tutte se no non ci capiamo una sacrosanta mazza di nulla. Riparti da zero e dicci chi sei, da dove vieni e che ci fai qui. Con affetto.
Angelica [segue il cognome]
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Visto che anche l'altra email diceva cose simili (magari la posto la prossima settimana) temo che un giorno o l'altro inizierò a rompervi le palle parlandovi di me, di mia sorella Alice e di molte altre cose.....
Con affetto, ovvio (LOL)
by flaviaccia